Il Tirreno

Firenze

La ricorrenza

Firenze, Michelangelo giovane artista che vive a 548 anni compiuti

di Filippo Giovannelli
Firenze, Michelangelo giovane artista che vive a 548 anni compiuti

Ha saputo trasformare la materia in opere di grande bellezza e significato. Ancora oggi si discute sul luogo di nascita, tra Caprese e Chiusi della Verna

6 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Il 6 marzo di 548 anni fa nacque Michelangelo Buonarroti. Il celebre artista fiorentino è considerato uno dei più grandi del Rinascimento italiano, nonché uno dei più importanti della storia dell’arte mondiale. Scultore, pittore, architetto e poeta di straordinario talento, ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura italiana e mondiale. Un artista eccezionale che ha saputo trasformare la materia in opere di grande bellezza e di profondo significato. La sua influenza sulla cultura artistica è stata enorme e la sua eredità immensa.

Un maestro di tale portata suscita particolare attenzione anche per quanto riguarda la conoscenza e lo studio della sua vita. Molti dettagli, in qualche caso, sono tuttavia oggetto di diverbio tra alcune comunità, come alcune interpretazioni sull’attribuzione di sue opere e, in particolare, sui giudizi espressi da Michelangelo relative a opere altrui, contemporanee al suo tempo.

Una di queste diatribe riguarda proprio il luogo nel quale il Buonarroti ha avuto i propri natali. Una controversia a colpi di ricerche storiche e interpretazioni che perdura da qualche anno e che ha fatto emergere diverse teorie sul luogo d’origine di Michelangelo. La città di Chiusi della Verna, situata in Toscana, ha sostenuto che Michelangelo sia nato nel suo territorio nel 1475 mentre Caprese, che da molti anni ha aggiunto al proprio toponimo il nome del grande artista diventando Caprese Michelangelo, comune non lontano dal precedente, continua ad affermare che il Buonarroti sia nato nella casa del Podestà il 6 marzo del 1474, secondo l’antico calendario Giuliano. Alcuni storici sostengono che Michelangelo fosse nato in realtà a Firenze, ma sappiamo che Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni era stato nominato dalla Repubblica fiorentina Podestà al Castello di Chiusi e di Caprese e che la moglie Francesca di Neri del Miniato del Sera si fosse recata a Caprese o a Chiusi per partorire in segreto. Altri hanno suggerito che Michelangelo fosse nato a Caprese, ma che la famiglia si fosse trasferita a Chiusi poco dopo la sua nascita. Sappiamo per certo che la famiglia era fiorentina e alcuni dei suoi componenti avevano assunto nel tempo incarichi di rilievo nella gestione pubblica della città. Un loro antenato, Simone di Buonarrota, era stato nominato consigliere dei Cento. Il fatto che la famiglia si fosse trasferita per un breve periodo alla fine del XV secolo dipese dal fatto che, navigando in scarse possibilità economiche, il padre decise di accettare la carica di Podestà in un territorio posto ai confini della Repubblica, ai margini della vallata del Casentino. La podesteria di Caprese era uno dei possedimenti repubblicani considerati marginali e il sacrificio della famiglia di trasferirsi in quel luogo permise di mantenere uno status di buon livello nella società e di potersi sostenere anche dal punto di vista economico. Giorgio Vasari, biografo dei grandi artisti, nel 1568 specifica: «Nacque dunque un figliulo sotto fatale e felice stella nel Casentino, di onesta e nobile donna, l’anno 1474 a Ludovico di Lionardo Buonarroti [/CAPO-4-1]essendo podestà quell’anno del castello di Chiusi e Caprese, vicino al Sasso della Verna, il sesto dì di marzo la domenica, intorno alle otto ore di notte, al quale pose nome Michelagnolo» .

I rapporti che intercorrevano tra Vasari e Michelangelo erano confidenziali e sempre più frequenti. Lo dice lo stesso Vasari sostenendo che: «tutto quel che si scrisse allora e che scriverà al presente è la verità, né so che nessuno l’abbi più praticato di me e che gli sia stato più amico e servitore fedele, come n’è testimonio fino chi nol sa; né credo che ci sia nessuno che possa mostrare maggior numero di lettere scritte da lui proprio, né con più affetto che egli ha fatto a me» . La nascita di Michelangelo fuori dalla città di Firenze fu davvero una casualità. Alla fine di marzo dello stesso anno la famiglia Buonarroti rientrò a Firenze e per Michelangelo iniziò un periodo formativo che segnò per sempre il corso della sua vita, infatti preferì non seguire le orme del padre che ben presto morì. Il bambino ancora piccolo venne affidato a Francesco Galatea da Urbino, umanista, che lo formò in ogni campo matematico, storico e letterario, ma riconobbe che il ragazzo aveva una innata predisposizione per le arti. Durante gli anni della sua formazione conobbe l’amico Francesco Granacci, pittore del primo manierismo fiorentino. Inizia così la carriera artistica di Michelangelo. Granacci lo indirizzò verso la scoperta delle arti grafiche deviandolo dalla tradizionale carriera ecclesiastica o di impiego in ambito militare riservata ai rampolli di famiglia benestante. Già dodicenne, Michelangelo approdò alla bottega di Domenico Ghirlandaio, artista fiorentino molto in voga per il periodo in questione e, ben indirizzato, diventò un ottimo pittore, scultore e architetto. Era però destinato a viaggiare. Molte sue opere sono conservate a Firenze, lasciando tracce indelebili della sua opera scultorea: il David ma anche i Prigioni, solo per citarne alcune. Roma fu, però, il massimo della sua espressione artistica, sia in pittura che in architettura, e la progettazione della cupola di San Pietro incorona Michelangelo come uno dei più grandi architetti di tutti i tempi. A dimostrazione dell’amore che il Buonarroti aveva per la sua città, Firenze, alla partenza per Roma, guardando la Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore, esclamò: “Vado a Roma a far la tu’sorella, di te più grande sì, ma non più bella! ”.

Non va dimenticata una delle più belle sculture realizzate in epoca giovanile, la Pietà, conservata in San Pietro. Non solo, la Cappella Sistina è un vero monumento alla bellezza. Vi è raffigurato il Giudizio Universale. Michelangelo iniziò i lavori nel 1508 affrescando il soffitto della cappella poi le pareti, coprendo anche opere d’arte di illustri colleghi. La pittura di tutta la Cappella Sistina necessitò di ben dodici anni di lavoro.

Michelangelo rientra a lavorare a Firenze in varie occasioni particolari nel corso della sua lunga carriera artistica. Una di queste fu durante l’assedio del 1529-1530 quando venne chiamato a lavorare per la difesa delle mura cittadine sotto la committenza della Repubblica fiorentina. Burbero e spesso indisponente, quando si rese conto della prepotenza messa in atto dall’imperatore Carlo V, assaltando e assediando Firenze, Michelangelo accettò la responsabilità del grande lavoro necessario al rafforzamento delle mura da San Niccolò fino al Baluardo della Ginevra. La caduta della città in mano a Clemente VII Papa Medici alleato all’Imperatore lo riporta a più miti consigli accettando di riprendere i lavori alla tomba di Giulio II a Roma e, nel frattempo, scolpisce i quattro Prigioni incompiuti oggi esposti alla Galleria dell’Accademia. Molti suoi disegni di fortificazioni sono ancora conservati. Essi rappresentano una pietra miliare negli studi teorici sulla fortificazione e si riferiscono alle opere esterne delle mura di Firenze; non sappiamo, però, in che misura questi disegni siano stati applicati e se le mura odierne abbiano le caratteristiche progettate da Michelangelo.

Pur di famiglia fiorentina, il Buonarroti passerà la maggior parte della propria vita fuori da Firenze, ma le sue opere sono marchiate dalla grande frequentazione delle più importanti botteghe d’arte fiorentine che hanno contribuito in maniera fondamentale alla sua formazione e al contatto con i suoi committenti.

Ieri, nel giorno della sua nascita, il più grande genio dell’arte del mondo è stato ricordato per l’immenso contributo che ha reso a Firenze e a tutta la nostra nazione.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa