Il Tirreno

Firenze

Arte e cultura

Le lettere del genio Michelangelo tornano a splendere con il restauro

di Sabrina Carollo

	Le missive scritte dal genio di Michelangelo
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Le missive scritte dal genio di Michelangelo

La grafia dello scultore ne ripercorre la vita, dalla gioventù agli ultimi giorni

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FIRENZE. La calligrafia bellissima e inconfondibile di Michelangelo, la firma elegante dei primi anni, quella tremante dei giorni poco precedenti alla morte. Sono dettagli di non poca importanza quelli che emergono dall’enorme mole di lettere scritte dall’artista e conservata nell’archivio di casa Buonarroti, gran parte delle quali ora sono state messe in sicurezza dopo un importante restauro durato un anno. 342 carte, per la precisione, recuperate con pazienza, cura e devozione ai danni del tempo, staccate una a una con delicatezza e perizia dalle pagine dei libri in cui erano state incollate tra fine Ottocento e inizio Novecento, un tipo di conservazione che a quel tempo era ritenuta la migliore possibile, ma che alla lunga ha comportato diversi danni.

L’intervento, voluto dall’associazione degli Amici della Casa Buonarroti e sostenuto da Ente e Banca Cambiano, ha consentito alla restauratrice Antonella Brogi di analizzare foglio per foglio ogni missiva, ripulirla, intervenire «solo quando strettamente necessario, sempre con grande delicatezza» come ha affermato lei stessa, deacidificando, tamponando e rafforzando i punti che lo richiedevano con velo giapponese di fine grammatura, infine nutrendo i fogli e collocandoli in ambiente a ph neutro, ideale per la conservazione, in scatole conchiglia. «Attraverso le lettere ci avviciniamo non solo all’artista ma soprattutto all’uomo, immerso nelle dinamiche familiari, nel suo rapporto con i potenti. Parlano della sua personalità, con le sue delusioni, le sue speranze, le sue paure, i suoi affetti. Ci consentono insomma di rileggere l’intero percorso di un genio», ha commentato Cristina Acidini, presidente della fondazione Casa Buonarroti.

L’ente, che custodisce lo straordinario tesoro di oltre 1400 lettere di Michelangelo e 205 disegni, ha messo così in sicurezza buona parte dei carteggi più interessanti dell’artista, tra cui la lettera più antica conservata in archivio, quella indirizzata al padre Ludovico da un Michelangelo giovanissimo, datata 1 luglio 1497 - la seconda lettera di Michelangelo più antica in assoluto che si conosca, mentre la prima, indirizzata a Lorenzo De’ Medici, è conservata nell’archivio di Stato di Firenze. E ancora, una delle ultime missive, datata 6 settembre 1563, un anno prima della morte; ma soprattutto una delle testimonianze più commoventi, un documento del 14 febbraio 1564 scritto da Daniele da Volterra a Leonardo Buonarroti e firmato dalla mano ormai tremante di un Michelangelo prossimo alla morte, che sopraggiungerà solo quattro giorni dopo.

Un archivio straordinario in cui trovano posto gli innumerevoli materiali scritti da Michelangelo, quasi maniacale nella scrittura e conservazione dei documenti, dai contratti alle lettere, dalle minute alle bozze di poesie, ai conti della spesa, materiale che ora consiste in 169 volumi e oltre 25mila carte che è stato sottratto all’avidità grazie all’intervento di Cosimo Buonarroti che ha impedito l’emorragia di carte da Firenze lasciando alla sua morte l’edificio di famiglia e i suoi tesori accessibili al pubblico. Le lettere documentano le relazioni dell’artista con papa Clemente VII, la regina di Francia Caterina de’Medici, la poetessa Vittoria Colonna e con i colleghi, dal pittore Sebastiano del Piombo a Giorgio Vasari. 

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