Attenzione
Il sindaco e il vertice a Palazzo Vecchio: spunta l’ipotesi di Giorgio vicesindaco a Firenze
Nardella riunisce il Pd fiorentino e si dice pronto a farsi interprete del nuovo corso. La concessione all’area Schlein pare già un’apertura al dialogo sulle Comunali 2024
FIRENZE. Un’apertura al dialogo, per trovare una sintesi a livello comunale con la nuova linea a sinistra, e un invito all’unità, evitando spaccature o, peggio ancora, la tentazione di fughe verso Italia Viva. Con l’obiettivo di andare fino in fondo nell’amministrazione della città, anche in vista delle elezioni del prossimo anno, su cui tiene banco la partita della successione. Questo il messaggio distensivo consegnato dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, a consiglieri ed assessori dem durante la riunione interna post primarie a Palazzo Vecchio. Con l’assessore all’ambiente, Andrea Giorgio, uomo forte in quota Schlein e in corsa per Palazzo Vecchio 2024, a rassicurare i compagni di partito: niente epurazioni.
«I congressi servono a cambiare linea, non perimetro del partito: nessun deve sentirsi escluso, non ripeteremo errori già fatti». Ogni riferimento al renzismo non è affatto casuale. Toni concilianti che già nei prossimi giorni potrebbero tradursi in fatti. Secondo fonti interne, infatti, tra i dem si ragiona sulla possibilità di nominare Giorgio vicesindaco con un rimpasto di deleghe. Un’ipotesi su cui i diretti interessati finora non si sarebbero confrontati ma che potrebbe rappresentare una risposta a quella discontinuità evocata dal voto fiorentino, con il 70% dei consensi per Schlein e Fossi. Una mossa che consentirebbe a Nardella di accreditarsi tra i vincitori, avvicinando la possibilità di una candidatura alle Europee del 2024. Insomma, Nardella reaload: con l’idea di fare il federatore fra le anime in guerra dei dem per settimane aveva progettato la sua candidatura alla segreteria del Pd, alla quale poi ha rinunciato per appoggiare Bonaccini.
«Dobbiamo tenere conto della volontà uscita dalle primarie. Il Pd deve essere la casa di chi c’è e di chi vuole entrare», ha chiarito al vertice il sindaco ammettendo la sconfitta della mozione riformista. Una posizione che gli potrebbe valere – fanno sapere dal Nazareno – un ruolo da presidente del Pd nazionale. Nel frattempo resta alto il pressing renziano nei confronti dei consiglieri comunali preoccupati dal nuovo corso, da Massimiliano Piccioli a Stefano Di Puccio. In fondo, la precisazione di Piccioli suona come un mezzo annuncio: «Devo capire se, con Schlein, si verifica un cambiamento di linea. Io sono contentissimo di stare nel Pd ma se fa il Pd. Altrimenti uno si deve sentire libero di fare altre scelte. C'è una voce degli iscritti che non si può non considerare e questa voce è il mondo riformista».
Pure Di Puccio per ora fa cabotaggio: «Confermo la scelta di restare nel Pd, pur facendomi piacere l'invito (di Italia Viva ndr), ho fatto un percorso e resto dove sono, senza pregiudizi». Nel mezzo anche i nomi di Mimma Dardano, Laura Sparavigna e della vicecapogruppo dem, Alessandra Innocenti. In definitiva dalla riunione dem emerge uno scenario “sereno”, come viene definito, ironicamente o meno, da molti. E dire che le polemiche mattutine non lasciavano presagire niente di buono. Con l’annullamento, a poche ore dalla convocazione, della Commissione territorio, urbanistica, infrastrutture, che avrebbe dovuto confrontarsi, per l'ultima volta prima del voto finale, sul Piano operativo comunale (Poc). Una mossa, secondo le opposizioni, legata a motivi politici più che tecnici: prendere tempo e ragionare sui nuovi equilibri di Giunta. Presenti all’appuntamento, durato oltre due ore, quasi 50 esponenti dem fiorentini: consiglieri, assessori e presidenti di quartiere. Dopo l’intervento di Nardella, che ha ribadito l’intenzione di rimanere sindaco fino alla fine del mandato, tra i bonacciniani hanno preso la parola gli assessori Giovanni Bettarini e Sara Funaro.
Seguiti dal segretario comunale Andrea Ceccarelli e il capogruppo consiliare dem Nicola Armentano. Come esponenti dell'area Schlein invece hanno affrontato il discorso il presidente del consiglio comunale Luca Milani e il consigliere Renzo Pampaloni. Oltre al coordinatore cittadino della mozione, Giorgio, che ha promesso dialogo e inclusione: «Mi spenderò perché qui tutti si sentano a casa nel nuovo Pd», ma «allo stesso tempo serve rispondere con i fatti e non in modo retorico alla voglia di cambiamento». Ma se all’interno del Pd fiorentino la situazione rimane sotto controllo c’è una parte di Palazzo Vecchio che non apprezza. «I partiti – sottolineano i consiglieri Dimitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra progetto comune – devono concorrere alla vita democratica, non prenderla in ostaggio». A cui fa eco la consigliera Barbara Felleca passata nei mesi scorsi con i renziani: «Una mancanza di rispetto».
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