Gioco
Maggio Fiorentino, il dopo Pereira è un rebus. Fuortes preferisce la Rai
Il sovrintendente in carica per altri 30 giorni per le attività ordinarie
FIRENZE. Una settimana scarsa per evitare il commissariamento e rilanciare il destino del Maggio musicale fiorentino, stretto tra le difficoltà economiche e l’esigenza di mantenere alta la qualità dell’offerta artistica. Messo alla porta al termine di un crescente pressing politico e giudiziario il sovrintendente per Alexander Pereira si apre l’intricata partita della successione, con Palazzo Vecchio in prima linea nella ricerca di un nome adatto al ruolo di intesa con il ministero della Cultura. «Dobbiamo fare presto – sottolinea il sindaco di Firenze, Dario Nardella – Non possiamo interrompere questo percorso di rilancio artistico del teatro. L'obiettivo è annunciare il nuovo Sovrintendente il 6 marzo».
Rilancia l'auspicio anche il presidente di Fondazione Cr, Luigi Salvadori: «Speriamo vivamente non ci sia il commissariamento ma venga nominato un altro Sovrintendente». Una missione non facile, visto che i principali candidati alla guida del Maggio, Carlo Fuortes e Anna Maria Meo, hanno progressivamente perso quota. L’amministratore delegato della Rai, infatti, è intenzionato ad andare avanti alla guida della tv nazionale nonostante la serrata opposizione del governo. Mentre ci sono perplessità sulla figura di Meo, indagata per peculato, truffa ai danni dello Stato e falso ideologico durante gli anni ai vertici del teatro Regio di Parma, per risollevare il Maggio dopo gli scandali recenti. Il verdetto arriverà lunedì prossimo, quando il Consiglio di indirizzo della fondazione si riunirà per discutere ufficialmente il nome del prossimo sovrintendente che dovrà poi essere sottoposto all'approvazione del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, a cui spetta l'ultima parola. Nel frattempo Pereira manterrà per 30 giorni la carica per il disbrigo delle attività ordinarie. Dopo le dimissioni serali, sovrapposte alle ultime notifiche della Procura, l’ultimo confronto tra Pereira e Palazzo Vecchio va in scena poco prima di pranzo con la convocazione del Consiglio di indirizzo.
Il sovrintendente austriaco, impeccabile come sempre in completo, arriva quasi con le lacrime e aspetta, silenzioso, davanti la porta che tarda ad aprirsi. Oltre due ore di colloquio prima di tornare a casa e ragionare sui prossimi passi. All’orizzonte ci sono da affrontare le indagini della Procura fiorentina che prefigurano i reati di peculato e malversazione di erogazioni pubbliche, con la tegola finale della richiesta di interdizione per un anno da parte del Gip. Tutto nel contesto delle spese effettuate con la carta di credito aziendale e il fondo integrativo di 35 milioni di euro usato per pagare invece dei debiti pregressi gli stipendi dei dipendenti del Maggio. Sul tema intervengono i sindacati Slc Cgil e Fistel Cisl chiedendo «di trovare presto una soluzione adeguata» per una situazione «decisamente complessa».
Mentre la Fials che rappresenta buona parte degli orchestrali auspica «sia salvaguardato il livello qualitativo delle produzioni». E sui finanziamenti del Maggio Salvadori di fondazione Cr chiarisce: «È un dovere sostenerle, non farle sopravvivere: quello spetta agli organi competenti. In passato abbiamo anticipato al Maggio somme significative per consentire il pagamento degli stipendi del personale. Ora la situazione è in mano al ministro e al sindaco».
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