Sicurezza
Pestaggio al liceo a Firenze, in 600 al flash mob davanti al “da Vinci” per solidarietà alla preside antifascista
Pioggia e vento gelido non hanno fermato la manifestazione. Molti i genitori e gli studenti in arrivo anche da altre scuole. Oggi verranno ascoltati dai magistrati 3 dei 6 ragazzi di Azione studentesca denunciati per lesioni. Per gli altri 3 deve ancora essere fissato l’interrogatorio
FIRENZE. Tutti con la preside del liceo da Vinci. Centinaia di persone, oltre 600, nonostante la pioggia e la temperatura rigida, ieri pomeriggio si sono radunate davanti all’istituto di via dei Marignolli per dare luogo a un flash-mob “silenzioso” per solidarizzare con la dirigente scolastica Annalisa Savino. Un giovane, usando un fischietto come quelli da vigile urbano, ha dato il via all'iniziativa simbolica, che si è svolta nella forma di una sosta davanti all'istituto. Al segnale, la folla presente ha smesso di parlare e muoversi per parecchi minuti ed è restata immobile in silenzio, poi c'è stato un lungo applauso finale.
La preside Savino, cui è andato questo tributo di vicinanza e solidarietà dopo le affermazioni del ministro Valditara e le minacce ricevute da un gruppo di neo fascisti, non era presente, e da giorni si è trincerata nel massimo riserbo. La scuola era chiusa essendo domenica. Hanno partecipato all'iniziativa tanti genitori di studenti di altri istituti della città, oltre a quelli dello stesso liceo Leonardo da Vinci. C'erano anche alcuni, padri e madri, di ragazzi del liceo classico Michelangiolo dove il 18 febbraio si è consumata l'aggressione di Azione studentesca, il fatto che ha ispirato alla preside Savino la circolare sull'antifascismo.
Il flashmob di ieri è stato promosso attraverso passaparola e via gruppi chat da sabato pomeriggio. Da rilevare la presenza di più persone adulte che di giovani. Due di questi hanno mostrato un cartello con la scritta “No alla violenza”. «Quanto accaduto prima al Michelangiolo e poi al da Vinci dovrebbe preoccupare, e invece qualcuno parla di scaramucce – afferma un babbo che però chiede l’anonimato – Bisogna fare argine e insegnare ai nostri ragazzi cosa è stato davvero lo squadrismo fascista. Bisogna riscoprire la storia contemporanea».
Sulla facciata dell'ingresso del liceo Leonardo da Vinci campeggiano le immagini di Falcone e Borsellino. Proprio sulla ringhiera esterna sottostante la mattina del 23 febbraio i giovani di Blocco studentesco, affiliato a CasaPound, hanno esposto uno striscione di reazione alla stessa circolare con cui la professoressa Savino ha fatto richiami per la sua scuola all'antifascismo e alla necessità di isolare e combattere chi si fa promotore di istanze di estrema destra. La scritta “Non ci fermerà una circolare, studenti liberi di lottare” e l'incendio di una copia della circolare sono state considerate una ventilata minaccia nei confronti della preside Savino. Lei stessa ha fatto denuncia alla Digos sul blitz di Blocco Studentesco. Per quanto riguarda i fatti del “Miche”, infine, oggi verranno ascoltati dai magistrati 3 dei 6 ragazzi di Azione studentesca denunciati per lesioni. Per gli altri 3 deve ancora essere fissata la data dell’interrogatorio.
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