Il Tirreno

Firenze

Violenza politica

Firenze, la paura di agguati fascisti corre nelle scuole. Il preside dello scientifico: «Segnalate casi simili»

di Matteo Leoni
Firenze, la paura di agguati fascisti corre nelle scuole. Il preside dello scientifico: «Segnalate casi simili»

Il dirigente si rivolge ad alunni e professori per denunciare casi simili a quelli del Michelangiolo

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Firenze C’è stata l’aggressione agli studenti del Pascoli, su cui adesso sono in corso accertamenti degli investigatori, e poi a quelli del Michelangelo. Adesso anche nelle altre scuole s’inizia ad avere paura, a temere che gli studenti possano essere vittime di pestaggi come quello per il quale sono stati identificati dalla questura sei giovani appartenenti ad Azione Studentesca. Proprio ieri il preside del Castelnuovo, Alessandro Bussotti, ha inviato una comunicazione interna all’istituto invitando tutti a tenere alta l’attenzione, per scongiurare che fatti simili possano verificarsi anche nel suo liceo. L’appello è quello di segnalare qualsiasi circostanza sospetta: «Nell’esprimere sgomento, preoccupazione, riprovazione per le violenze e l’aggressione perpetrate sabato davanti al liceo Michelangelo al quale esprimiamo solidarietà e vicinanza – si legge nella comunicazione – si invitano le studentesse, gli studenti, il personale docente e ata a prestare nei prossimi giorni la massima attenzione, segnalando all’ufficio di presidenza e alla dirigenza circostanze che possano far ritenere possibile una reiterazione di quanto accaduto, con l’auspicio che ciò che è occorso non abbia mai più a ripetersi». I sei giovani di Azione studentesca che sabato hanno preso a pugni e calci tre studenti del collettivo Sum all’ingresso del Michelangelo sono stati denunciati dalla Digos per violenza privata aggravata e per manifestazione non autorizzata. Non per i reati di lesioni e percosse, per mancanza della querela da parte delle due vittime, una maggiorenne e l’altra minorenne.

Su questo punto, i genitori chiedono alla preside Rita Gaeta di presentare lei per prima una formale denuncia per quanto accaduto: «I genitori tutti – afferma Alessia Petraglia, uno dei quattro rappresentanti dei genitori in consiglio d’istituto – chiedono che la preside faccia denuncia come scuola, come atto di solidarietà verso i ragazzi e a tutela di tutto l’istituto».

L’opinione delle famiglie è che una denuncia presentata dalla dirigente scolastica potrebbe dare fiducia agli studenti picchiati, spingendoli finalmente a presentare denuncia: «Sarebbe un gesto per non lasciare soli i ragazzi – prosegue Petraglia – se e quando decideranno di denunciare». Nel liceo l’atmosfera non è distesa. I genitori hanno chiesto un confronto con la preside: «Le abbiamo suggerito caldamente di sporgere denuncia – spiega Denis De Sanctis, presidente del consiglio d’istituto –, perché comunque la cosa è accaduta “sull’uscio” della scuola, e i volantini che avevano portato questi ragazzi sono stati trovati nel cortile interno». «Come rappresentanti dei genitori – prosegue – abbiamo mandato una mail alla dirigente chiedendole di indire un’assemblea aperta a tutti i genitori, perché quello che è accaduto ha suscitato grande preoccupazione nelle famiglie. Nella lettera si dice anche che se non lo farà, sarò io a richiedere un consiglio d’istituto straordinario». A suscitare malumore tra i genitori sarebbe stata anche la scelta della dirigente di andare via sabato mattina«alle 12,30, quando ancora nel liceo c’erano le autorità che stavano sentendo i ragazzi».

All’aggressione di sabato ha assistito anche la professoressa Silvia Benzi, che è intervenuta per allontanare i giovani picchiatori: «Ho fatto solo quello che ogni persona deve fare in una situazione del genere» commenta l’insegnante.

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