Il Tirreno

Firenze

Pelletteria Export da 3,4 miliardi Cna Firenze lancia corsi formativi

In città il comparto moda è costituito da 5.840 imprese attività
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In città il comparto moda è costituito da 5.840 imprese attività

In città le esportazioni del settore tornano ai livelli precedenti alla pandemia. Le aziende del capoluogo da sole garantiscono un terzo delle vendite all’estero

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FIRENZE.  A Milano è tempo di fiere e la pelletteria toscana si prepara a sondare il mercato, forte dei dati che la vedono tornare sopra i livelli pre Covid e degli indicatori che continuano a restituire un’immagine positiva del settore. I prossimi, saranno cinque giorni fra made in Italy e proposte provenienti da tutto il mondo: tornano infatti Mipel, il più importante evento internazionale dedicato alla pelletteria e all’accessorio moda, e Mipel Lab, l’innovativo format fieristico dedicato al sourcing produttivo italiano di pelletteria di lusso ideato da Assopellettieri in collaborazione con Lineapelle.

Anche se di un soffio, la Toscana della pelle è tornata sopra i livelli di export pre Covid. Lo confermano i dati elaborati dal Centro Studi Confindustria Moda per Assopellettieri: con riferimento al settore pelletteria e concianei primi nove mesi del 2022 la Toscana ha fatto meglio di gennaio-settembre 2019, segnando un +0,4% e un totale di quasi 4,1 miliardi di export in valore. Un distacco quasi impercettibile ma tanto basta per poter parlare di inversione di tendenza, anche se in tutto il comparto la guardia resta alta. «Anche sul fronte delle fiere i numeri sono dalla nostra parte, come dimostrano sia i dati delle ultime edizioni che l’incremento di aree espositive, espositori e visitatori– commenta Andrea Calistri vicepresidente di Assopellettieri con delega al distretto toscano –. Le aziende toscane, in particolare, si preparano a questi due eventi con rinnovata fiducia, sostenuta anche dai numeri: i primi 9 mesi del 2022 hanno visto la Toscana tornare sopra i livelli Covid in export totalizzando 4,1 miliardi di export in valore con Firenze che fa da sola un terzo dell’export nazionale con 3,4 miliardi di euro. Le premesse, quindi, ci sono tutte complice anche il ritorno in fiera dei buyer di mercati particolarmente vivaci per la nostra regione, a partire dagli Stati Uniti, favoriti dal dollaro forte, ma anche Sud Corea e Giappone».

L’analisi per distretti e Paesi mostra un +11,5% sui primi 9 mesi 2021 per la Toscana, che si conferma di gran lunga la prima regione, coprendo oltre il 40% dell’export nazionale di questi prodotti.

Intanto, Cna Firenze risponde alle esigenze delle aziende del settore sia grandi che piccole, con nuovi percorsi formativi per il comparto moda completamente gratuiti grazie al finanziamento del Pnrr e della Regione Toscana-Fondo Sociale Europeo. «Trentasette corsi di formazione che consentiranno a 303 persone, tra giovani in uscita dal primo ciclo di istruzione, disoccupati e beneficiari di ammortizzatori sociali, di diventare pellettieri e sarti. È cosi che con la nostra agenzia formativa, Ambiente Impresa, rispondiamo alla necessità di addetti del comparto moda locale: adattando i percorsi formativi alle esigenze del sistema produttivo, dunque lasciando un ampio spazio progettuale e di manovra proprio alle imprese stesse» afferma Giacomo Cioni, presidente di Cna Firenze Metropolitana. La domanda potenziale è alta: il comparto moda nella Città Metropolitana di Firenze è infatti costituito da 5.840 imprese attive. A farla da padrone è l’artigianato che concentra il 59% delle imprese.

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