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L’anno accademico di Firenze si apre tra le proteste: manifestazione davanti a Palazzo Vecchio

di Chiara Vignolini
L’anno accademico di Firenze si apre tra le proteste: manifestazione davanti a Palazzo Vecchio

All’inaugurazione dell’anno accademico si è parlato di inclusività e formazione all’esterno di Palazzo Vecchio: il presidio degli studenti su caro tasse e alloggi

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FIRENZE. Inclusività, efficacia della formazione, riduzione della dispersione studentesca e possibilità di alloggio per gli studenti. Questi sono solo alcuni dei temi trattati durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2022-23 dell’Università di Firenze. La manifestazione si è tenuta nel Salone dei Cinquecento con la presenza del presidente della Regione Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il collegamento con il ministro dell’Università e ricerca Anna Maria Bernini, la rettrice dell’università Alessandra Petrucci, i rappresentanti degli studenti Jacopo Terralavoro e quella del personale ammnistrativo Lucia Picariello e la presidente della Corte costituzionale Silvana Sciarra.

«L’università è un organo fondamentale per lo sviluppo economico del paese. È, quindi, necessario creare un maggiore collegamento tra il mondo dell’impresa e quello della formazione superiore – continua il sindaco Dario Nardella – Io credo, inoltre, che il governo debba introdurre un fondo nazionale per aiutare le città universitarie ad offrire alloggi per ospitare gli studenti fuorisede, soprattutto durante il periodo di difficoltà nella quale stiamo vivendo».

Un’offerta formativa molto ricca, con oltre 140 corsi di studio, quella proposta dall’ateneo fiorentino che ha visto un lieve aumento negli iscritti, rispetto all’anno accademico precedente, ammonta al 3%: «l’aumento delle immatricolazioni è un segnale positivo che ci permette di lavorare e migliorare alcuni aspetti, come la creazione di una didattica diversa attraverso la qualificazione dell’insegnamento universitario, il rinnovamento tecnologico a supporto dei docenti e la formazione degli insegnanti» spiega la rettrice Alessandra Petrucci.

Inclusività anche per quanto riguarda il miglioramento degli spazi con interventi in termini di accessibilità, di struttura e di contenimento dei consumi. Tutti elementi che permettono di avere una completa fruizione dei luoghi universitari in modo da incentivare una migliore formazione e un buon luogo di studio: «Puntare sul mondo dell’università è fondamentale perché si tratta del futuro. Nella nostra regione abbiamo tre atenei d’eccellenza: Siena, Pisa e Firenze che permettono di creare figure professionali e di puntare sempre di più ad un collegamento diretto con il mondo del lavoro», afferma Eugenio Giani.

Un futuro importante che vede la vicinanza anche del ministero dell’università con il messaggio del ministro Anna Maria Bernini: «Oltre al tema dell’offerta formativa e del modo in cui gli studenti si approccino ad essa, tutto questo va calato in uno scenario estremamente condivisibile e collaborativo. Mai come ora è importante unire le forze e lavorare insieme, Firenze lo sta già facendo dato che propone un ambiente dove i saperi non sono più specialistici ma sono estremamente flessibili e alla portata di tutti».

Contemporaneamente alla cerimonia, davanti all’entrata di Palazzo Vecchio, si è svolta una manifestazione degli studenti che hanno protestato contro il caro delle tasse, la degradazione degli alloggi universitari e la scarsa inclusività riservata. Tutti temi affrontati anche all’interno del Salone dei Cinquecento dal rappresentante degli studenti Jacopo Terralavoro: «Un allarme che abbiamo lanciato è la crisi abitativa che affligge le città universitarie». Con l’aumento di oltre il 10% del canone di affitto si è compromesso la possibilità a molti studenti di poter studiare all’ateneo. Un problema affrontato anche da Edoardo Nardelli del Collettivo di Ateneo: «Continuano ad aumentare le tasse ma quello che viene offerto non è concepibile. Un esempio è quello degli alloggi per i fuorisede, si tratta di strutture fatiscenti che non possono nemmeno essere prese in considerazione».
 

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