Gioco
La Fiorentina giocherà al Franchi anche la prossima stagione. «Andrà in trasferta solo dal 2024»
Nodi irrisolti dal canone d’affitto post restyling fino alle intenzioni sull’area commerciale che verrà realizzata intorno allo stadio
FIRENZE. Viola ancora ‘a casa’ per la prossima stagione, poi due anni in trasferta con destinazione ancora ignota, aspettando il completamento del restyling del Franchi. Così da evitare la soluzione a metà: giocare durante i cantieri a capienza ridotta, con potenziale disagi sia per i tifosi sia per il regolare svolgimento dei lavori finanziati dal Pnrr. Nessun timore invece sugli allarmi per la tutela del patrimonio architettonico avanzati dall’Icomos, ente consultivo dell’Unesco, al ministero della Cultura.
All’indomani del faccia a faccia sullo stadio con i vertici della Fiorentina il bilancio dell’incontro, per Palazzo Vecchio, è «molto cordiale e positivo». Nonostante restino alcuni nodi irrisolti, dal canone d’affitto post restyling fino alle intenzioni del patron viola, Rocco Commisso, sull’area commerciale che verrà realizzata intorno allo stadio. Nel giorno in cui si conclude la gara pubblica per l’affidamento della progettazione esecutiva e l’avvio dei lavori arriva un primo punto di intesa sul futuro dello stadio in ottica campionato. «Il nostro obiettivo – spiega Nardella - è quello di consentire alla Fiorentina di giocare al Franchi tutta la prossima stagione anche se dovremmo cominciare i lavori entro la fine del 2023. Dunque i lavori iniziali non impatteranno sul campo e quindi sulla fruibilità dello stadio. Abbiamo concordato tutto ciò con la Fiorentina».
Per le due stagioni successive, 2024-2025 e 2025-2026, «il club è al lavoro, abbiamo assicurato ogni tipo di supporto e collaborazione per trovare una soluzione alternativa all’ipotesi che continui a giocare al Franchi perché è la migliore condizione per realizzare i lavori in tempi rapidi». Non è impossibile far giocare la società durante i cantieri ma, chiarisce il sindaco, «questo li rallenterebbe molto e renderebbe tutto molto difficile, c’è un cronoprogramma che va rispettato». Per quanto riguarda invece la lettera spedita dall’International Council on Monuments and Sites (Icomos) al ministero della Cultura e ai vertici della Sovrintendenza con dei rilievi sul progetto Nardella getta acqua sul fuoco: «Noi non siamo tranquilli, di più, tranquillissimi». Il motivo, spiega, è semplice: «L’Unesco è al corrente dal 2021, gli abbiamo inviato tutta la documentazione e non ci è mai stata inviata alcuna richiesta di bloccare, fermare o cambiare qualcosa».
Inoltre, tra i progettisti dello studio Arup per la ristrutturazione dello stadio firmato da Pierluigi Nervi «c’è un esperto di restauro del moderno, Luciano Cupelloni, fra i massimi ai livello europeo, e nella commissione internazionale dei giudici per il concorso del nuovo stadio c’era Antonella Recchia, ex segretario generale del ministero esperta di patrimonio vincolato». Secondo il sindaco «Icomos ha scritto al ministero che ha fatto il decreto di vincolo. Noi ci siamo attenuti a quello che il ministero ci ha detto, quindi agli uffici tecnici, perché non è una decisione politica».
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