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Si finse poliziotta per farsi dare i soldi da due anziane: condannata

di Matteo Leoni
Si finse poliziotta per farsi dare i soldi da due anziane: condannata

La Cassazione respinge il ricorso della donna, la sentenza è definitiva. La truffatrice, 46 anni, è stata indagata più volte per episodi analoghi

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FIRENZE. Ha truffato due anziane a Firenze e a Fiesole fingendosi una poliziotta. Dopo dieci anni per la truffatrice è arrivata la sentenza definitiva. La Cassazione ha respinto il suo ricorso e la donna, piemontese di 46 anni, è stata condannata a pagare un’ammenda da 3mila euro. Altri 5.500 euro dovrà versarli alle due vittime, a titolo di pagamento delle spese processuali sostenute in giudizio.

La donna, insieme a un complice mai identificato, entrò in azione il 18 febbraio e il 17 aprile del 2013. I colpi furono messi a segno con la stessa tecnica. Le due anziane furono fermate mentre parcheggiavano l’auto da un uomo che si presentò come poliziotto in borghese. Il malvivente, che fingeva di parlare con i colleghi con un walkie talkie, convinse entrambe le vittime a farle entrare nelle rispettive abitazioni per un’ispezione, intimidendole e accusandole di possedere in casa delle banconote false. È a questo punto che entrò in scena la quarantaseienne, all’epoca dei fatti trentaseienne. Vestita con quella che sembrava essere una divisa da poliziotta, si presentò negli appartamenti per una perquisizione. Lei e il complice si fecero consegnare denaro e gioielli e poi si diedero alla fuga.

La donna, nota alle forze dell’ordine in relazione a episodi analoghi avvenuti in tutto il centro nord Italia, fu arrestata dai poliziotti della squadra mobile pochi giorni dopo il secondo colpo, quello all’anziana residente a Fiesole. La vittima fu avvicinata mentre usciva dalla macchina in lungarno Colombo a Firenze dal falso agente in borghese, che iniziò a contestarle una lunga serie di infrazioni al codice della strada. Poi le spiegò che risultava implicata in un’inchiesta per truffa, relativa all’utilizzo di banconote fasulle. Così la indusse a portarlo a casa sua per effettuare delle verifiche. Arrivati, sul posto comparve anche l’arrestata. I due truffatori se ne andarono poco dopo portando via denaro contante e gioielli in oro e pietre preziose. La truffatrice fu rintracciata durante un controllo a Lucca, finendo in manette per furto aggravato in concorso. Indispensabile fu la denuncia presentata dalla vittima. Le indagini successive hanno permesso di imputare alla donna, di origine sinti, anche il colpo di due mesi prima, avvenuto con le stesse tecniche. All’atto dell’arresto la questura, sospettando che fosse responsabile di altri colpi, ne diramò anche la foto.

Secondo gli inquirenti, la donna da considerarsi vicino a un gruppo ben noto alle forze dell’ordine del centro nord: solo nel 2011 nove componenti del gruppo, originario di Torino, finirono in manette con l’accusa di aver messo a segno oltre 60 truffe ad anziani a Milano e provincia. Tutte con la stessa tecnica: gli autori si presentavano alle vittime come poliziotti, carabinieri, vigili urbani, e poi le derubavano dopo aver inscenato delle false perquisizioni.

Dopo l’arrestato per i fatti di Firenze la donna è stata arrestata anche nel 2016 a Moncalieri, sempre per fatti analoghi. Per l’accusa, spacciandosi per una donna carabiniere, con tanto di divisa e tesserino, tentò insieme a un complice di convincere due ottantenni a fare entrare in casa sua per eseguire un’ispezione. In entrambi i casi però le vittime non si lasciarono raggirare. Compresero la situazione, dopo essersi barricate in casa, avvisarono le forze dell’ordine.

Quando fu bloccata dai carabinieri la coppia stava cercando di entrare in un’altra casa.


 

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