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Al Sassetti Peruzzi ancora termosifoni rotti: gli studenti restano fuori e protestano

di Rita De Blasio
Al Sassetti Peruzzi ancora termosifoni rotti: gli studenti restano fuori e protestano

All’Istituto avvengono guasti frequenti agli impianti di riscaldamento. La scorsa settimana in classe c’erano 13 gradi: «Così non va»

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SCANDICCI. I 243 alunni delle undici classi dell’istituto tecnico turistico Sassetti Peruzzi, in via Ciseri, ieri hanno deciso di non entrare a scuola, riunendosi, prima nel cortile e poi all’ingresso, come segno di protesta. Motivo? Il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento, dovuto alla rottura di tre radiatori, che li costringe a stare in aula con cappotti, sciarpe e cappelli. Il mese scorso nelle classi c’erano appena 13 gradi. Una complicata e complessa situazione che si protrae da tempo: «Mia figlia frequenta questa scuola da quattro anni», racconta la mamma di una studentessa, «Ma le segnalazioni di questi continui guasti risalgono anche a molto prima». Effettivamente già sei anni fa, nel 2017, una delegazione di studenti dell’istituto aveva incontrato l’allora consigliere delegato alla rete scolastica, Giampiero Mongatti, per richiedere la sostituzione della scheda elettronica della caldaia che si era rotta. Il tutto si era risolto in un paio di ore, permettendo poi agli studenti di riprendere normalmente le lezioni. E l’andazzo sembra essere ancora questo: si rompe qualcosa, si mette una toppa, dopo un paio di giorni si presenta un nuovo problema. Non vengono prese, insomma, soluzioni definitive per aggiustare, una volta per tutte, l’impianto la cui gestione e manutenzione sono affidate a una ditta, vincitrice della gara d’appalto. Mercoledì scorso a rompersi sono stati i termosifoni con la conseguente fuoriuscita di acqua che ha causato l’allagamento di un intero piano dell’edificio. In questa occasione sono intervenuti i vigili del fuoco per la verifica della sicurezza degli impianti elettrici. Il giorno successivo, invece, una classe è stata evacuata sempre per lo stesso motivo. Il primo cittadino Sandro Fallani si è recato personalmente sul posto per parlare con i ragazzi, rassicurandoli che si risolverà tutto nel più breve tempo possibile. «La situazione è critica anche perché in queste settimane sta facendo veramente freddo e il preside non ha mai fatto nessun comunicato per informarci sulla vicenda», continua la mamma, «Personalmente sono la prima a consigliare a mia figlia di non entrare perché stare seduti per quattro-cinque ore al freddo non fa assolutamente bene», conclude la donna che fa da portavoce delle proteste di tutti i genitori che inviano continuamente avvisi alle autorità. «Non ce ne occupiamo direttamente», afferma Massimo Fratini, consigliere della città metropolitana delegato all’edilizia scolastica, «In questi casi è il dirigente scolastico a dover fare la segnalazione alla ditta. Noi interveniamo se ci sono da fare delle ristrutturazioni oppure interventi più corposi», conclude. A rimetterci, nel frattempo, sono soprattutto gli studenti e le studentesse, costretti a sopportare la continua interruzione dell’attività didattica.

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