Sicurezza
Firenze, sul viale Redi arrivano le telecamere per beccare chi buca gli stop
Dopo l’ennesimo scontro fra auto e scooter San Jacopino torna a chiedere sicurezza. L’idea è di posizionarle tra viale Doni e Ponte all’Asse
FIRENZE. Uno scooter a terra fra il viale e Ponte all’Asse. Un ferito, per fortuna non grave. Ma è l’ennesimo incidente andato in scena ieri e l’ennesimo segnale d’allarme per la sicurezza in viale Redi. Si dice che il tempo passa e che certe cose non cambiano mai: la scarsa sicurezza stradale lungo viale Redi sembra essere tra queste e il comitato Cittadini Attivi di San Jacopino lancia ancora una volta l’allarme, per accendere i riflettori sullo stato in cui il viale, uno dei più trafficati di Firenze, versa. Il presidente del comitato, Simone Gianfaldoni, continua a battersi in nome di tutti i residenti che non riescono più a tollerare l’elevato numero di incidenti stradali e la pericolosità che può derivare anche da un semplice attraversamento pedonale. Il comitato perciò chiede al Comune di dotare viale Redi di alcuni impianti di sicurezza volti a controllare l’andamento e le modalità di percorrenza del tratto stradale, a partire dal T-red, ovvero un sistema posto sopra il segnale luminoso composto da sensori e telecamere che rilevano il passaggio dei veicoli a semaforo rosso. L’idea è di posizionarlo nei pressi del viale, tra viale Doni e Ponte all’Asse, per controllare gli automobilisti che percorrono ad alta velocità il tratto, noncuranti delle norme stradali. Inoltre, il comitato chiede che gli attraversamenti pedonali del viale siano ad alta visibilità e rialzati, dissuasori di velocità per mettere in condizioni di sicurezza i pedoni. Ma da Palazzo Vecchio fa sapere di aver pronto un progetto per installare dispostivi di rilevazione delle infrazioni ai semafori. Insomma, fra poco il comitato verrà accontentato e compariranno telecamere o sistemi che scoveranno i furbetti che passano col rosso.
Un’ulteriore proposta è attivare dei controlli serali da parte delle forze dell’ordine: una particolare attenzione che già altri viali della città ricevono, per garantire la sicurezza di tutti. «Viale Redi è rimasto l’unico senza accorgimenti finalizzati a tutelare la sicurezza stradale, nonostante sia il viale più pericoloso, con la percentuale più alta di sinistri, purtroppo anche mortali – dice Gianfaldoni – In tutto il viale non ci sono telecamere di sicurezza che potrebbero fungere da deterrente, nonché essere utili per risalire alla dinamica di certi sinistri». I residenti di viale Redi, che tutti i giorni attraversano sulle strisce pedonali, devono prestare molta attenzione perché i veicoli sfrecciano ad alta velocità, passano col rosso e, ancora, effettuano inversioni ad U pericolosissime in via Landini, un fenomeno di cui Il Tirreno si è occupato negli scorsi mesi e di cui, come sostiene Gianfaldoni, l’amministrazione comunale dovrebbe tener conto per trovare una soluzione. L’idea del comitato per risolvere le inversioni selvagge era inserire un cordolo proprio all’ingresso della via, capace di impedire il passaggio delle auto provenienti dal senso opposto del viale. Un’opzione che era stata vagliata e approvata da Palazzo Vecchio, tanto da far sembrare il progetto prossimo a realizzarsi. «Continuano ad esserci sinistri stradali, in cui le vittime richiedono l’intervento dei soccorsi – spiega il presidente – Fortunatamente non sono incidenti troppo gravi, ma noi sollecitiamo un intervento perché non vogliamo che la situazione peggiori».
Ma la risposta di Palazzo Vecchio è immediata. Il nuovo sistema ai semafori farà da deterrente per chi è abituato a premere troppo sull’acceleratore e potrebbe ridurre drasticamente anche gli incidenti mortali, come quanto accaduto nel maggio scorso, quando una donna perse la vita in scooter a seguito di uno scontro con un auto.
«Gli incidenti sono fin troppo frequenti, e nonostante il flusso sia diminuito grazie al cantiere che mitiga il traffico, sono ancora molti gli scontri tra motorini e automobili – conclude Gianfaldoni – I più recenti sono avvenuti all’incrocio in via Doni e su Ponte all’Asse».
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