Gioco
Firenze, al via il restauro dei magnifici mosaici policromi della cupola del Battistero
Per la prima volta il pubblico potrà vedere da vicino il grandioso ciclo a cui lavorò anche Cimabue e fonte di ispirazione per la Divina Commedia di Dante
FIRENZE. Terminata la costruzione dell’imponente cantiere che consentirà il restauro dei magnifici mosaici duecenteschi policromi su fondo oro che rivestono la cupola del Battistero di San Giovanni a Firenze, prenderanno avvio le prime fasi dell’intervento che durerà in totale 6 anni. Dopo oltre 100 anni dall’ultimo restauro del 1898-1907, gli oltre mille metri quadrati di mosaici - realizzati con 10 milioni di tessere policrome della grandezza che varia da 5 a 20 mm per lato - saranno oggetto di un intervento che intende recuperare la stabilità strutturale e la loro adesione alla volta, arrestare i fenomeni di degrado e riportare alla luce lo splendore del fondo oro e i vividi colori delle tessere vitree.
Per la prima volta sarà possibile per il pubblico vedere da vicino i mosaici della cupola, realizzati su disegni preparatori di artisti quali Cimabue e Coppo di Marcovaldo, che ai lati della grandiosa scena del Giudizio finale narrano su quattro registri le Storie della Genesi, di Giuseppe ebreo, di Cristo e del Battista. Un’esperienza unica e irripetibile, che sarà possibile vivere solo durante gli anni del restauro. Le visite avranno inizio dal prossimo 24 febbraio 2023, prenotandosi sul sito dell’Opera: https://duomo.firenze.it/it/630/visite-esclusive.
Il cantiere e l’intervento di restauro sono commissionati e finanziati dall’Opera di Santa Maria del Fiore in accordo con l’Arcidiocesi di Firenze, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per la Città metropolitana di Firenze e le province di Prato e Pistoia.
«L’Opera di Santa Maria del Fiore - spiega il presidente Luca Bagnoli - nasce per costruire il Duomo di Firenze e amministrare i beni dedicati al suo mantenimento. La successiva evoluzione, cristallizzata nelle norme concordatarie, a ben vedere assegna due finalità: una esplicita, primaria, trattandosi di chiese, quella di mantenere gli edifici al servizio del culto; una implicita, quella di mantenerli quali beni culturali di interesse per la collettività intera, quale patrimonio culturale dell’umanità. Il restauro dei mosaici della cupola del Battistero risponde appieno a queste finalità e rappresenta la continuazione di un impegno iniziato nel 2014 e il quale terminerà nel 2028».
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