Il Tirreno

Firenze

Si sfidarono in 19 sui velocipedi. Nacque così la Firenze-Pistoia

di Stefano Fiori
Si sfidarono in 19 sui velocipedi. Nacque così la Firenze-Pistoia

La prima gara ciclistica in Italia fu corsa il 2 febbraio 1870: vinse un quindicenne Rynier Van Nest impiegò 2 ore e 12 minuti per raggiungere il traguardo

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FIRENZE. Inizia oggi la due giorni della rievocazione storica dedicata alla prima competizione ciclistica disputata in Italia, la Firenze-Pistoia. Era il 2 febbraio 1870, Firenze era capitale d'Italia e Pistoia stava vivendo un buon momento di crescita economica e demografica, quando un gruppo cosmopolita di nobili sportsmen fiorentini, membri della società Veloce Club con sede a Firenze fondata il 7 dicembre 1869 e avente come presidente il belga Gustave Langlade, organizzò questa inedita gara con partenza dalla città del Giglio e arrivo nella città di Cino. Dei circa trenta iscritti, al via si presentarono in 19, alle nove di un mattino dal meteo incerto: clima freddo, con qualche spruzzatina di pioggia, nubi e pochi sprazzi di sole.

Le bici di questa sparuta pattuglia di audaci, allora erano chiamate velocipedi e quasi tutte erano della marca francese Michaux, con il diametro della ruota anteriore di circa un metro e 5 centimetri e quella posteriore dal diametro di 86 centimetri. Sede di partenza, dopo il ritrovo fissato al piazzale delle Cascine, fu il ponte alle Mosse, dove i concorrenti si presentarono divisi in quattro file a causa della sede stradale piuttosto stretta.

Il via venne accompagnato dagli squilli di tromba di un certo...Salvini (non risulta che fosse un antenato dell'attuale leader leghista....) e quasi subito si isolò al comando un giovinetto statunitense di origini olandesi, Rynier Van Nest, di quindici anni e cinque mesi appena. Per farla breve, i suoi ben più anziani e poderosi avversari lo rividero soltanto dopo l'arrivo a Pistoia. Van Nest concluse la sua fatica sul traguardo situato “a poche centinaia di metri fuori porta Fiorentina” – e verosimilmente quel luogo rapportato ad oggi dovrebbe identificarsi con la zona del Fagiolo, cioè dove termina via Fiorentina e inizia via Gorizia - dopo aver coperto i 33 chilometri del percorso in 2 ore e 12 minuti. Fu calcolato che il giovane statunitense dovette far compiere alla ruota del suo velocipede più di dodicimila giri, cioè 90 giri al minuto tenendo conto del tempo impiegato e che ogni giro di ruota presupponeva la spinta successiva delle due gambe.

Alle sue spalle si piazzarono, rispettivamente con 3 e a 4 minuti di distacco, due aitanti nobili francesi, Charles Auguste e Alexandre De Sariette, mentre il pisano Edoiardo Ancillotti salvò l'onore italiano con il quarto posto, ma staccato di ben 14 minuti. I primi quattro arrivati vennero letteralmente prelevati dal folto pubblico presente all'arrivo e che si era posizionato lungo tutto il percorso. Tutti insieme, scortati e rallegrati dalla Banda Musicale Borgognoni, raggiunsero la trattoria-Café du Globe dove fecero bisboccia fino a notte fonda. Soltanto due concorrenti ebbero dei contrattempi degni di nota: uno cadde e finì la sua fatica in....carrozza; l'altro denunciò dopo l'arrivo il furto del portafoglio, contenente ben cento lire.

Il sorprendente vincitore, Rynier Van Nest, come riportato dal giornalista e storiografo del ciclismo statunitense David Herlihy, era figlio del reverendo della chiesa protestante americana a Firenze e pochi anni dopo questa storica impresa rientrò negli USA e divenne un medico neuropsichiatra importante, incline a curare i suoi pazienti con rilassanti gite in bicicletta in campagna.

E domenica in 19 corrono la rievocazione

Bici e abiti rigorosamente di fine Ottocento per rinnovare la storica sfida

Firenze La Firenze-Pistoia è stata la prima gara ciclistica su strada organizzata in Italia, la seconda al mondo – per soli 87 giorni di differenza – dopo la Parigi-Rouen allestita in Francia. Dopo la positiva esperienza organizzativa del 2 febbraio 2020, data di ricorrenza dei 150 anni della competizione, domenica ritorna la Firenze-Pistoia di ciclismo, sotto forma di una minuziosa rievocazione storica che cercherà di catturare il totale consenso degli appassionati di ciclismo d'epoca e dei cittadini.
19 ciclisti con indosso abiti della fine del 1800, su biciclette che sembrano uscite da polverosi album fotografici dell'epoca, si cimenteranno sui 33 chilometri “canonici” che separano Firenze da Pistoia, lungo la via Fiorentina e attraversando Poggio a Caiano.
Diciannove – dei 23 iscritti alla vigilia – furono infatti i partenti nella leggendaria Firenze-Pistoia del 2 febbraio 1870, dominata, con un vantaggio ragguardevole sul secondo classificato, dal quindicenne statunitense di origini olandesi Rynier Van Nest, che sarebbe poi diventato un medico di chiara fama negli Usa
La rievocazione della storica corsa è stata presentata ieri a Firenze. Oltre alla giornata-clou del 5 febbraio per lo svolgimento della Firenze-Pistoia d'epoca, saranno allestiti altri sette eventi collaterali riguardanti storia, sport e cultura, a Firenze e a Pistoia.
Tra questi, spicca la mostra delle Biciclette storiche a Pistoia allestita al Dopolavoro ferroviario e curata dal collezionista Leonello Innocenti, che ospiterà anche un doveroso ricordo dedicato a Loretto Petrucci, un grande del ciclismo pistoiese. Inaugurazione domani alle 16. Sabato, sempre al Dopolavoro Ferroviario di Pistoia, alle 15,30, “amarcord” dedicato al ciclismo con protagonisti di oggi e di ieri.
La mostra di Firenze (alle Pavoniere del parco delle Cascine, inaugurazione sabato alle 10) è invece curata dal Gruppo Pedale Vintage di Firenze in collaborazione con il Museo Gino Bartali.


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