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Firenze, la Lega chiede droni per la Municipale. Ma c’è un problema di privacy e soldi

di Luca Gasperoni
Firenze, la Lega chiede droni per la Municipale. Ma c’è un problema di privacy e soldi

Il partito torna a chiederli per contrastare i fenomeni legati alla criminalità in città. La consigliera Dem Innocenti: «Scelta non equa per il costo da sostenere»

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FIRENZE. Non ci sarà nessun occhio volante a vigilare sulla città. Troppo alti i costi per l’acquisto e le necessarie regolamentazioni e anche i potenziali rischi per la privacy dei cittadini. Dopo il tentativo durante il lockdown Palazzo Vecchio ha respinto ancora una volta la proposta di Lega e gruppo Centro di dotare la polizia municipale di droni per la prevenzione dei reati sul territorio fiorentino.

La bocciatura in Consiglio comunale è arrivata a larga maggioranza con 18 voti contrari e due favorevoli innescando le critiche delle forze di opposizione e anche del gruppo Sinistra progetto comune.

A spiegare i motivi la consigliera comunale dem, Alessandra Innocenti, che ha ricordato i motivi che avevano portato al parere negativo sulla proposta durante la discussione in commissione consiliare del 26 novembre 2020.

«Già allora la trovavamo non equa per il costo da sostenere e quando la Polizia ne ha avuto bisogno, come per i controlli durante il lockdown, il Comune li ha prestati a titolo gratuito».

Per il capogruppo consiliare del Carroccio, Federico Bussolin, la contraddizione sta nel diverso metro di giudizio dell’amministrazione sul tema, anche alla luce della firma del protocollo con Enac del maggio scorso. «Pensare che il sindaco Nardella è stato anche testimonial per Enac per la promozione della mobilità aerea avanzata, ovvero l’uso di droni e veicoli elettrici a decollo verticale per il trasporto di persone, merci e farmaci. Non si capisce allora perché, se si riconoscono i vantaggi che questi mezzi garantiscono per usi ‘civili’, non si decida di testarli anche per le attività di contrasto alla criminalità da parte della Polizia Municipale». Giungono alle stesse conclusioni i consiglieri Dimitrij Palagi e Antonella Bundu che puntano però il dito contro la mancata menzione del rischio di una violazione della privacy.

«Il Pd ha detto di no, confermando però di rilevare solo un problema di costi e di risorse umane da impiegare. Evidenziamo anche un'altra necessità: avere un ruolo come Comune rispetto ai nostri cieli. Quando c'è da regolamentare per tutelare la popolazione sorvolata Palazzo Vecchio dice di non avere le competenze. Quando c'è da fare merce dei nostri spazi aerei, invece tutto viene favorito, dai servizi turistici al trasporto delle merci?». Insomma, il punto, sottolineano i consiglieri dei due schieramenti è l’ambiguità di Palazzo Vecchio sull’utilizzo dei droni, impiegati per vari progetti comunali. Per questo motivo, annunciano Bussolin e Montelatici, «continueremo ad insistere in questo senso. L’intenzione non era certo quella di potenziare i mezzi a disposizione della Municipale per rilevare infrazioni stradali ma piuttosto inserire i droni come mezzo per ‘scovare’ spacciatori e rapinatori senza far correre alcun rischio ai nostri vigili. Dopo il taser, un’altra occasione persa dalla sinistra a Firenze per la sicurezza».

Restano critici i consiglieri di Spc: «Non bastavano le telecamere ovunque, ad alta qualità, potenzialmente capaci di riconoscere i volti, se non abbiamo letto male gli atti richiesti in questi anni. La Lega propone di usare anche i droni, per la Polizia Municipale, per poter sanzionare chi viola le leggi. Potenzialmente chiunque diventa un criminale da controllare, in una sorta di Grande Fratello che non permette di muoversi senza occhi digitali addosso».


 

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