Sicurezza
Basta finestrini infranti in via Toselli: il “cecchino” delle auto cambia casa
Nei giorni scorsi in tribunale a Firenze avrebbe dovuto tenersi l’udienza preliminare per decidere del suo rinvio a giudizio, chiesto dal pm
FIRENZE. I residenti di via Toselli possono tirare un sospiro di sollievo. L’uomo di 77 anni, noto nella zona come “il cecchino delle auto”, non sarà più il loro incubo. Da alcune settimane infatti l’anziano ha cambiato casa. Si è trasferito a vivere insieme alla compagna fuori città, in una zona isolata in provincia di Firenze, un luogo dove, sempre ammesso che sia davvero lui l’autore dei danneggiamenti, non troverà finestrini di auto da infrangere con la fionda.
Nei giorni scorsi in tribunale a Firenze avrebbe dovuto tenersi l’udienza preliminare per decidere del suo rinvio a giudizio, chiesto dal pm Giovanni Solinas. L’appuntamento però è saltato perché il settantenne, difeso dall’avvocato Amelia Vetrone, non è potuto essere presente, poiché ricoverato in ospedale. Si sarebbe fatto male per una caduta: da alcuni mesi infatti avrebbe difficoltà a camminare dopo essere stato picchiato, secondo la sua versione, da un negoziante di via Toselli, che lo accusava di avergli rotto il finestrino del furgone. L’udienza ovviamente è stata solo rimandata, e sicuramente si farà. L’anziano rischia di finire alla sbarra per una sequela di reati, oltre ovviamente a quello di danneggiamento: minacce, imbrattamento, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di armi. A più riprese carabinieri e polizia, allertati dai residenti della zona ormai esasperati per la situazione, sono intervenuti e hanno perquisito il suo appartamento.
Secondo l’accusa, tra novembre 2021 e agosto 2022 avrebbe infranto i vetri di almeno dieci auto, armato di fionda e bulloni. L’episodio per il quale sarebbe venuto alle mani col negoziante non rientra in questo fascicolo. Risale allo scorso ottobre. L’anziano, armato di una fionda artigianale, avrebbe mandato in frantumi il finestrino del furgone del commerciante. In base alla denuncia del settantasettenne, presentata in questura, il negoziante lo avrebbe preso a pugni facendolo cadere a terra, e poi lo avrebbe colpito con dei calci. A seguito dell’accaduto l’anziano ha riportato, oltre a un lieve trauma cranico, la frattura di una vertebra sacrale.
Nell’ultimo anno era diventato il terrore dei residenti della zona, soprattutto dei suoi condomini. Le auto parcheggiate le avrebbe colpite dalla finestra dello studio del suo appartamento, usando delle fionde artigianali in legno e dei bulloni impiegati come proiettili. Poi le minacce le ha rivolte a una vicina di casa, anche via telefono: «Questa è l’ultima chiamata – le ha detto in una circostanza – perché la vita finisce per entrambi». Secondo l’accusa poi ha distrutto il campanello dei dirimpettai, e imbrattato con della schiuma il terrazzo dei vicini del piano di sotto, in più occasioni. Diventato ormai il terrore del suo condominio, avrebbe rivolto minacce anche a un altro vicino: «Mi hai denunciato – gli avrebbe detto –, ora state attenti a cosa fate perché le pagate tutte».
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