La manifestazione
Taste Firenze capitale del gusto
Dal 4 febbraio al via la manifestazione: in crescita il numero di aziende locali Il jazz diventa metafora del cibo di qualità, tra pasta di semola e varietà di amari
FIRENZE. Assonanze innovative e capacità di improvvisazione. Il tema della sedicesima edizione di Taste, salone di riferimento della food culture contemporanea che si terrà alla Fortezza da Basso dal 4 al 6 febbraio 2023, è la musica jazz come metafora del cibo di qualità, raffinato e insolito, capace di addentrarsi in accostamenti inesplorati e di sorprendere con composizioni intrepide e appassionanti.
Numeri sempre in crescita, per la manifestazione, che tuttavia mantiene intatta la propria fisionomia e filosofia, selettiva e di alto livello, un evidente riconoscimento della serietà con cui è condotta. Sono 538 le aziende che saranno presenti alla Fortezza, location confermata dopo lo spostamento, necessario in tempo di pandemia ma che ora ha consentito di ampliare il percorso espositivo, includendo 100 nomi nuovi – selezionati tra le oltre 300 domande di partecipazione arrivate da aziende.
«Il passaggio dalla Stazione Leopolda alla Fortezza da Basso ci ha offerto l’occasione giusta per far esprimere al salone tutto il suo potenziale», ha commentato Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine. «La nuova scenografia è piaciuta in primis alle aziende: il 90% dei partecipanti del 2022 è tornato anche a questa edizione». Tra le new entry, le confetture Chiaverini, che per i fiorentini sono legate ai ricordi di infanzia più golosi, ma anche Tirrenia, la pasta 100% toscana di grani antichi che Frescobaldi sta lanciando ora sul mercato, o ancora l’oro in fiocchi della ditta artigiana fiorentina Giusto Manetti, che dalla tradizione della foglia d’oro si è aperta al settore alimentare per la gioia dei creativi del cibo: perché per i produttori locali, il salone rappresenta un’occasione unica di essere raccontati in contesto dal respiro internazionale, grazie alla presenza di numerosi buyer provenienti non solo dai mercati di riferimento come Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Cina, ma anche da quelli emergenti – Brasile, India, Polonia, Singapore, Kirghizistan.
Tante le novità, a partire dalla ritrovata possibilità di allestire degustazioni per arrivare al focus sulla pasta, con talk, allestimenti e un percorso dedicato ai migliori pastifici; e ancora lo spazio dedicato agli amari nella Special Area Spirits, ma anche attenzione alle nuove leve della produzione enogastronomica e alle donne, imprenditrici agricole e chef capaci di coniugare tradizione e fantasia. Dibattiti su temi attuali, o ancora il ritorno della pasta secca nella cucina stellata, o le sperimentazioni sulle influenze dei suoni sul palato. Infine tantissimi gli eventi “Fuoriditaste”, le iniziative distribuite in città: il programma è sul sito di pittimmagine.
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