Il Tirreno

Firenze

Apprendista elettricista e terrorista Ecco chi è l’anarchico arrestato

di Matteo Leoni
Apprendista elettricista e terrorista Ecco chi è l’anarchico arrestato

Il giudice: «Propenso al crimine, preparato e socialmente pericoloso»

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FIRENZE. Pericoloso e con competenze tecniche che lo rendono capace di mettere a repentaglio la sicurezza del sistema ferroviario e soprattutto dei viaggiatori. Così il gip Federico Zampaoli nell’ordinanza con cui ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere per Antonio Recati, 27 anni, originario di Firenze e residente a Prato, arrestato mercoledì dalla Digos con l’accusa di essere l’anarchico responsabile di sei attentati alla linea dell’Alta Velocità, commessi tra il 28 agosto e il 28 dicembre scorsi lungo la tratta Firenze-Bologna. L’indagato, si legge nelle carte, è contraddistinto da «una significativa propensione al crimine, a dispetto della giovane età», e «una marcata pericolosità sociale». Inoltre il ventisettenne nel commettere i blitz «ha mostrato una buona conoscenza dei luoghi e dimestichezza nell’utilizzo del maneggio di materiale elettrico». Fino al maggio scorso l’uomo risulta aver lavorato, come apprendista, in una ditta che si occupa di riparazione di elettrodomestici. Proprio in questa sede, sospettano gli inquirenti, potrebbe aver appreso le tecniche per maneggiare in sicurezza i fili elettrici.

L’accusa è quella di aver manomesso e dato fuoco a strutture di servizio di Rfi, dopo essere entrato in aree interdette e aver tranciato, con precisione da addetto ai lavori, i cavi elettrici delle telecamere di sorveglianza in modo da metterle fuori uso.

A incastrarlo è stata, tra l’altro, la geolocalizzazione del cellulare, rilevato nei luoghi degli attentati e in orari compatibili. Un ruolo lo hanno avuto anche le telecamere. Compresa quella di un distributore della zona del Mugello, che lo riprende mentre, poco prima di un blitz, fa il pieno alla sua auto e poi riempe una tanica di benzina. Presumibilmente potrebbe trattarsi del carburante usato poco dopo per l’attentato incendiario.

In base alle indagini svolte dagli agenti della Digos, l’uomo sarebbe stato un frequentatore dell’edificio occupato in via del Ponte di Mezzo a Firenze, dove, dopo lo sgombero, si è trasferita la storica occupazione di viale Corsica. Lo scorso 17 dicembre la sua presenza è documentata anche al corteo organizzato dal movimento anarco antagonista contro il decreto anti rave.

Il reato che gli viene contestato è attentato alla sicurezza dei trasporti, aggravato dall’associazione con finalità di terrorismo. I danni, secondo la procura, sono stati cospicui economicamente e hanno riguardato strumentazioni che garantiscono l’incolumità dei viaggiatori in caso di incidenti. In uno di questi episodi, tra l’altro, è stato danneggiato il quadro di comando del sistema di areazione di una galleria, che garantisce l’uscita dei fumi in caso di incidente ferroviario.

«Appare altamente significativa la scelta di un obiettivo simbolico come la tratta ferroviaria Firenze-Bologna – sostiene sempre il giudice – già colpita da attacchi da cui sono scaturite stragi negli anni ’70 e ’80».

Il ventisettenne, difeso dall’avvocato Letizia Bertolucci, comparirà oggi davanti al gip per sostenere l’interrogatorio di garanzia.


 

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