Toscana
L’ex promessa del calcio che si fingeva escort per ricattare i malcapitati
È lui uno dei due giovani finiti in manette il 13 gennaio per aver adescato vittime online
FIRENZE. Lo scorso agosto Idriss Ben Moussa, giovane promessa del calcio con un passaggio anche nel vivaio della Fiorentina (Under 17, stagione 2017/18), è stato arrestato per rapina a Roma, con l’accusa di aver rubato un Rolex e del denaro a un uomo con cui era entrato in contatto proponendosi come escort su un sito web.
Ieri il giovane, difeso dall’avvocato Paolo Florio, avrebbe dovuto presentarsi in udienza davanti al tribunale capitolino. Ma così non è stato. Ben Moussa non è potuto essere presente perché nel frattempo è stato arrestato dai carabinieri e portato nel carcere di Sollicciano. È lui infatti uno due giovani che il 13 gennaio scorso sono finiti in manette con l’accusa di aver commesso rapine ed estorsioni a vittime conosciute su Grindr, nota app di incontri gay. I due sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Scandicci, in seguito a una misura di custodia cautelare in carcere . Sono accusati a vario titolo di almeno otto episodi, cinque avvenuti nel capoluogo toscano e tre a Scandicci.
Gli incontri venivano fissati su Grindr. I due giovani si accordavano per andare a casa delle loro future vittime. A volte, a seconda della richiesta del malcapitato, si presentavano anche insieme. «Se vuoi fare sesso devi pagare» è la frase che si sono sentiti dire alcuni degli uomini finiti nella loro rete. Al rifiuto, venivano minacciati. In un caso l’ex sportivo si sarebbe rivolto così all’uomo che si era rifiutato di pagarlo: «Se non mi dai i soldi non vado via, faccio scoppiare un casino, sono minorenne e ti ho registrato». O ancora: «Ho un debito con un mafioso di 500 euro, quindi mi devi dare i soldi, se chiami un amico o fai una foto finisce male». «So dove stai – è il tenore di un’altra minaccia –, stai attento perché io faccio boxe». In un’altra circostanza si sarebbe rivolto alla vittima dicendo che doveva dargli mille euro, che lo aveva ripreso a sua insaputa mentre si spogliava e che se non lo avesse pagato sarebbe finito nei guai perché era minorenne».
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