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Il cordoglio

Nardella, una rosa bianca sulla lapide di via de' Georgofili: «Finalmente c’è giustizia»

di Francesca Bandinelli
Nardella, una rosa bianca sulla lapide di via de' Georgofili: «Finalmente c’è giustizia»

Il sindaco si è recato sul posto dell’attentato nel pomeriggio insieme al presidente dell’Accademia dei Georgofili, alla consigliera regionale Cristina Giachi e al deputato Federico Gianassi poche ore dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro

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FIRENZE. Una rosa bianca posata lì, dove si trova la targa commemorativa che ricorda l’attentato mafioso e le vittime del 1993, in via de’ Georgofili. L’ha posata il sindaco di Firenze Dario Nardella, nel pomeriggio.

Lì, la notte tra il 26 e il 27 maggio, all’1 e 04 un boato squarciò il silenzio, spalancando le porte dell’inferno a pochi passi dagli Uffizi e da piazza della Signoria. L’esplosione di un fiorino, imbottito di tritolo, causò la morte della piccola Nadia, di 9 anni, della mamma, Angela Fiume, del papà Fabrizio Nencioni, della piccolissima Caterina, di appena 50 giorni, e Dario Capolicchio, lo studente universitario di architettura di 22 anni.

Firenze quei momenti, terribili, non li ha mai dimenticati. «L'arresto di Messina Denaro ci riporta con la mente a quel 27 maggio 1993 - ha scritto il sindaco su Instagram - Alle 1:04 una bomba squarciò il cuore di Firenze con la strage dei Georgofili: la mafia colpì la nostra città. Oggi, a 30 anni da quel giorno, finalmente c'è giustizia. Dario, Angela, Fabrizio, Nadia, Caterina: il vostro ricordo è più vivo che mai». Nardella si è recato ad omaggiare la lapide insieme al presidente dell'Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini, alla consigliera regionale Cristina Giachi e al deputato Federico Gianassi. Il Consiglio Comunale si è invece aperto con un applauso per salutare l’arresto del boss dei boss Matteo Messina Denaro, avvenuto a Palermo.

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