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Bagno a Ripoli, il parco è ostaggio dei cinghiali selvatici: paura fra i cittadini

Chiara Vignolini
Bagno a Ripoli, il parco è ostaggio dei cinghiali selvatici: paura fra i cittadini

Il parco delle Case Nuove è frequentato di notte da una dozzina di animali

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BAGNO A RIPOLI. Alberi sradicati, zolle di terra smosse, passaggi scavati nella recinzione e l’area cani rinforzata da una doppia rete. Sono queste le condizioni in cui si trova il parco delle Case Nuove di Ponte a Ema, nel comune di Bagno a Ripoli.

Di giorno il giardino, che costeggia molte abitazioni, è un luogo tranquillo dove c’è chi porta il cane a fare una passeggiata, chi fa jogging e chi cerca di far addormentare il nipotino nel passeggino. Quando il sole tramonta, invece, da oramai molti mesi, viene preso d’assalto da una famiglia di cinghiali composta dagli otto ai 12 esemplari che scavano buche, distruggono reti ed emettono grugniti anche in piena notte. «Ovviamente, essendo animali notturni, escono la notte e fanno un gran rumore. Provengono dalle colline qua davanti, quelle sopra il distributore di benzina – spiega preoccupato, Riccardo Renai, abitante della zona – Oramai si sono scavati tutti i passaggi, sono circa una decina tra adulti e cuccioli. Ora, io vengo a camminare solo il giorno, la sera non mi ci avvicinerei nemmeno». Il giardino delle Case Nuove si trova nei pressi di via Chiantigiana che crea una biforcazione per collegare Firenze con altri comuni e punti strategici. A sinistra, rimanendo su via Chiantigiana, è possibile raggiungere il centro di Ponte a Ema e Grassina. A destra, invece, c’è via Goffredo della Torre che collega la zona con il casello di Firenze Sud dell’Autostrada del Sole (A1). Si tratta, quindi, di un’arteria molto trafficata che ogni notte viene attraversata dalla famiglia di cinghiali rendendo le strade un punto molto pericoloso. «Abito proprio di fronte al parco e ci vengo praticamente tutti i giorni, a volte anche di notte, per portare fuori il cane. Mi ricordo che quando lo aprirono era molto verde e rigoglioso, oggi con le buche scavate dai cinghiali si creano fango e pozzanghere. Anche l’area cani è stata rinforzata con doppia rete per cercare di non farli entrare direttamente da lì, vengono dalle colline qua intorno. Probabilmente cercano del cibo» commenta Alessio Petrucci. Per ora gli animali si fermano nel parco passando attraverso le cavità della recinzione che loro stessi hanno creato, ma la preoccupazione degli abitanti è che possano addentrarsi anche vicino alle abitazioni che distano veramente pochi metri dal giardino.

Il giardino delle Case Nuove, però, non è l’unica zona di Ponte a Ema presa d’assalto. Anche il Nuovo Parco Verde sull’Ema sembra essere frequentato da moltissimi cinghiali. Molte volte sono stati avvistati dagli habitué del parco che temono per un’aggressione o che succeda qualcosa al loro cane come per Franco Conti: «Vengo tutti i giorni a portare il cane ma sto vicino a lui perché mi è capitato più volte di vedere dieci e più cinghiali correre al di là della rete. Non li ho mai visti dentro al parco però sono parecchio vicini. Mio figlio, dal circolo Acli in via Chiantigiana li sente spesso grugnire o fare rumore. Siamo praticamente invasi».

Anche in altre zone di Grassina e Ponte a Ema sembrano essercene tantissimi: «Io vivo in via delle Fonti ed è pieno, vengono direttamente a mangiare dai bidoni della spazzatura. Evitiamo di uscire la sera in macchina perché sono sempre in mezzo alla strada e sinceramente ho paura. Ci sono anche di giorno, l’ultima volta li ho visti alle quattro del pomeriggio» spiega Silvia Righi.
 

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