Gioco
Careggi risparmia 622mila euro con i farmaci per le malattie rare
È al quinto posto in Italia per il numero di rimborsi autorizzati da Aifa
FIRENZE. Il policlinico di Careggi è al quinto posto nella classifica generale degli ospedali italiani per importo autorizzato come rimborso dal fondo nazionale 5 per cento dell’Agenzia italiana del farmaco. Che tradotto significa: l’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi ha risparmiato in un anno quasi 622mila euro per curare pazienti oncologici e oncoematologici con farmaci che rappresentano una speranza di terapia.
Careggi ha ottenuto autorizzazioni al rimborso per una cifra pari a 621.796 euro: ha assorbito il 4,4 per cento del fondo totale erogato da Aifa a livello nazionale (circa 14 milioni di euro) e il 62 per cento dell’importo totale (un milione di euro) ricevuto dagli ospedali toscani. «Il fondo è destinato all’impiego di farmaci orfani per il trattamento di malattie rare e di farmaci che rappresentano una speranza di terapia, in attesa della commercializzazione, per particolari e gravi patologie: vale soprattutto nel caso di malattie rare o comunque molto gravi - spiega il dottor Michele Cecchi, direttore dell’unità operativa complessa Farmaceutica ospedaliera e Politiche del farmaco di Careggi - . Questi farmaci sono di fatto disponibili ma difficili da trovare o approvati per altre indicazioni. E quando ci sono casi piuttosto estremi, di difficoltà terapeutica, è possibile somministrarli attraverso un percorso ben definito da Aifa».
«Questo risultato mette in luce il fatto che ai pazienti di Careggi vengono garantite terapie efficaci, in quanto sostenute da adeguate evidenze scientifiche, anche nei casi in cui il procedimento di approvazione da parte delle agenzie regolatorie non si è ancora concluso - conclude il direttore Cecchi - e che la visione di eccellenza e di sistema delle strutture prescrittive di Careggi che collaborano attivamente con la farmacia per adempiere al percorso di richiesta di accesso al fondo Aifa 5 per cento con l’intento di poter erogare precocemente farmaci a pazienti affetti da gravi patologie che altrimenti avrebbero tempi di approvazione molto lunghi e molto spesso nessuna alternativa terapeutica. Infine rappresenta un rientro economico importante per terapie off label (somministrati al di fuori delle condizioni autorizzate dagli enti predisposti, ndr) che sarebbero state interamente a carico dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi nel caso in cui il percorso dell’Aifa 5 per cento non fosse stato attivato».
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