Il Tirreno

Firenze

Ambiente

Calenzano, due aziende agricole locali adottano novanta olivi autoctoni

di Elena Andreini

	Olivi (foto d'archivio)
◗
Olivi (foto d'archivio)

Un laboratorio all’aria aperta dove le piante troveranno una nuova vita

2 MINUTI DI LETTURA





CALENZANO. Sono due le aziende locali che "adotteranno" gli olivi autoctoni calenzanesi per i quali da quasi un anno si è costituito una sorta di laboratorio all’aria aperta dove possono trovare una nuova vita alcuni esemplari di piante tipiche locali che parevano disperse. Le aziende che si sono proposte per diventare "custodi" di queste particolarissime piante sono le imprese agricole Podere Montisi e Semia.Le due imprese agricole si sono candidate e sono state selezionate in base ai requisiti stabiliti dal bando emesso dal Comune di Calenzano per ospitare gli esemplari dei 28 fenotipi particolari di olivi.

Le piante, finora in vivaio, sono state individuate e raccolte dall’Istituto per la Bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) sul territorio, in aziende agricole, olivicoltori e nelle aree pubbliche. Saranno in totale 90 gli esemplari che verranno messi a dimora nei terreni delle due aziende per realizzare un campo da collezione diffuso. «Il campo da collezione è come un catalogo a cielo aperto della nostra biodiversità olivicola - spiega l’assessora Irene Padovani - e l’obiettivo sarà far conoscere questo patrimonio alla cittadinanza. Sarà anche utile a tutti gli olivicoltori di Calenzano, che potranno studiare i comportamenti e la resa dei vari fenotipi. In un momento in cui l’agricoltura è sempre più soggetta a difficoltà legate ai cambiamenti climatici, pensiamo sia davvero utile fornire alle aziende indicazioni su possibili fenotipi da diffondere sul territorio, in base alla resistenza e all’adattabilità».

Gli olivi autoctoni sono specie di piante poco conosciute, resistenti a freddo e malattie e sono state censite dal Cnr sulla base di un accordo firmato dall’amministrazione comunale di Calenzano con lo scopo di individuare quelle più resistenti e quindi salvaguardarle e valorizzarle. L’accordo, siglato all’inizio del 2022, prevede, oltre al censimento, l’analisi dei frutti dal punto di vista chimico. In questo modo si va a creare una mappa delle varietà di olivo presenti nelle aree pubbliche e private, indicando quelle che si adattano meglio ai cambiamenti climatici e forniscono un prodotto abbondante e di qualità.

Dopo l’accordo è iniziato il lavoro da parte dei tecnici del Cnr che hanno studiato e analizzato gli olivi del territorio. La tappa successiva del progetto è stato l’avviso di interesse per individuare e diffondere queste specie di olivo per continuare la ricerca, anche per capire la capacità di adattarsi al cambiamento climatico.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web