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Firenze

L’operazione

Lavoro nero, controlli nelle ditte: sospese tre aziende, verifiche in 11


	Un cantiere
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Un cantiere

A Firenze blitz dei funzionari dell’Inps, con polizia e carabinieri, in tutta la provincia

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FIRENZE. Tre lavoratori in nero e sette "fittizi", ovvero che non avevano mai lavorato nelle aziende dove risultavano in carico: questo il risultato dei controlli svolti nei giorni scorsi da 17 ispettori dell’Inps in undici aziende che operano tra le province di Firenze e Arezzo.

Come spiega una nota dell’Inps, «l’iniziativa, finalizzata alla verifica dei rapporti di lavoro di breve durata seguiti dalle domande di disoccupazione, ha portato alla sospensione dell’attività di 3 aziende mentre sono stati immediatamente sospesi i pagamenti delle indennità di Naspi in cinque casi sospetti e sono al vaglio le posizioni di alcuni ex lavoratori stranieri che in realtà già da tempo non vivono più in Italia e per questo non avrebbero diritto alla disoccupazione». Se al termine delle verifiche dovesse emergere che il quintetto abbia incassato il denaro senza averne diritto potrebbe scattare anche una denuncia per truffa ai danni dello Stato.«Diverse le irregolarità» riscontrate anche sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro, per le quali sono ancora in corso i necessari approfondimenti.

L«Con questa operazione - sottolinea Cristina Deidda, direttore regionale dell’Inps Toscana - abbiamo voluto dare un segnale forte e concreto di lotta alla irregolarità in un anno in cui, nonostante la riduzione del numero dei nostri ispettori di vigilanza a causa dei pensionamenti, abbiamo ottenuto risultati importanti anche grazie alla fattiva collaborazione con Inl, Inail, guardia di finanza, carabinieri, questura e Prefetture. Sui controlli - ha proseguito - non bisogna mai abbassare la guardia non solo perché le prestazioni indebite pesano sulla spesa pubblica ma anche perché lo sfruttamento lavorativo ed il lavoro nero pregiudicano le future pensioni dei lavoratori».I controlli dell’Istituto nazionale di previdenza sociale insieme alle forze dell’ordine continueranno anche nelle prossime settimane e saranno tese a verificare se, soprattutto a Firenze, ci siano altri casi simili. In particolare nella zona dell’Osmannoro dove hanno sede decine di aziende cinesi che, nella maggior parte dei casi, come anche dimostrato in precedenti operazioni, non rispettano le più elementari norme di sicurezza sul luogo di lavoro. Entro il 2023, però, le verifiche riguarderanno pure le altre province toscane.

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di Redazione web