Il Tirreno

Firenze

Al Teatro del Maggio

Firenze, sorrisi alla prima del Don Carlo. La musica mette in un angolo le tensioni

di Francesca Bandinelli
Firenze, sorrisi alla prima del Don Carlo. La musica mette in un angolo le tensioni

Tra gli ospiti di punta, assente il ministro Sangiuliano: al suo posto c’è il sottosegretario Sgarbi. Uscita pubblica per il sovrintendente Pereira dopo lo scongiurato sciopero

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FIRENZE. Grande entusiasmo e parata di celebrità al teatro del Maggio musicale fiorentino, ieri sera, per la prima del Don Carlo di Giuseppe Verdi, diretta da Daniele Gatti con la regia di Roberto Andò, che ha rischiato di saltare per lo sciopero indetto, e poi ritirato, dalle principali rappresentanze sindacali. Unico assente il ministro alla cultura, Gennaro Sangiuliano: al suo posto è arrivato il suo sottosegretario, Vittorio Sgarbi.

L’attesa era tanta – e con essa il sold out – anche alla luce delle tensioni delle ultime ore, ma alla fine a farla da padrone è stata la serenità. I giorni difficili di trattativa, dopo che i lavoratori avevano proclamato uno sciopero il 23 dicembre scorso che avrebbe cancellato due delle cinque esibizioni sul palco dell’opera verdiana e il concerto di capodanno, sono rimasti un ricordo, sullo sfondo.

C’erano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco e presidente della Fondazione del Maggio Dario Nardella, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Luigi Salvadori e i sovrintendenti di Milano e Bologna, Meyer e Macciardi. Tutti gli occhi sono stati per la prima del “Don Carlo” di Verdi, nella serata voluta per inaugurare il super tecnologico palcoscenico della Sala Grande riaperta dopo i lavori. «Per tutto quello che è successo è un epilogo positivo – ha detto il sindaco Nardella all’arrivo -. Ora abbiamo una situazione più tranquilla per gestire il teatro, è un nuovo inizio». È stato grazie alla sua mediazione che si è scongiurato lo sciopero, con un accordo sottoscritto da tutte le sigle sindacali per cui si è previsto lo stanziamento di un milione per l’integrativo degli stipendi dei lavoratori. «Il Maggio Musicale Fiorentino è l’ente a cui diamo più soldi, 2, 9 milioni – ha spiegato Giani -. È il contributo più alto che la Regione dà ad una istituzione culturale. In una situazione in cui dobbiamo chiudere i bilanci della sanità, questo è uno sforzo».

Il sovrintendente Alexander Pereira, attento nel fare gli onori di casa, è parso sereno: «Sono tranquillo – ha detto – . Sono in arrivo altri sponsor. Io non ho niente contro Giani, lavoro per la qualità. Il Maggio è, forse, un po’più difficile rispetto agli altri teatri e comunque non mi muovo mai senza un asso nella manica». Proprio Sgarbi, su Pereira, ai giornalisti presenti ha aggiunto concludendo: «Lo stimo dai tempi della Scala: amo Verdi e le regie di Andò». 

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