Il Tirreno

Firenze

Lo scontro fra istituzioni

Uffizi chiusi per la festività, Nardella: «Schmidt ha fatto fare a Firenze una figuraccia planetaria»

di Sabrina Carollo

	Dario Nardella il sindaco di Firenze e Eike Schmidt il direttore degli Uffizi
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Dario Nardella il sindaco di Firenze e Eike Schmidt il direttore degli Uffizi

La riposta del sindaco alla critiche del direttore del museo sulle aperture dei civici a Natale

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FIRENZE. «Il direttore ha fatto fare a Firenze una figuraccia internazionale tenendo chiusi gli Uffizi per il ponte di Ognissanti, mi sembra strano che voglia dare lezione sulle aperture e chiusure dei musei». Il sindaco Dario Nardella replica piccato alle critiche mosse dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt alle aperture museali natalizie. «Trovo che a Natale, nel pomeriggio, così come sono libere di andare per vetrine, al ristorante o a vedere un cinepanettone, le famiglie debbano essere libere di godere di un po’ di cultura a Palazzo Vecchio».

La chiusura del 31 ottobre a cui fa riferimento era stata criticata dal neoministro Gennaro Sangiuliano, a cui Nardella aveva dato subito ragione, dichiarando che «come sindaco non posso che condividere il disappunto del ministro per il fatto che, in un ponte così importante, i visitatori trovino i due principali musei chiusi». Il direttore degli Uffizi aveva replicato: «Anch’io trovo gravissimo che gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia e il Bargello siano rimasti chiusi per lo stesso serio motivo, cioè la grave carenza del personale nelle strutture museali statali. In questi ultimi anni abbiamo ripetutamente mandato relazioni su questa tematica al Ministero».

A scatenare la reazione del sindaco sull’apertura natalizia è stata la dichiarazione di Schmidt di due giorni fa, in audizione alla commissione Cultura del Comune, quando aveva detto: «I musei che aprissero il 25 dicembre sarebbero praticamente gli unici a farlo. Il Natale è rimasto l’unica festa della Repubblica italiana osservata da tutti: non si tratta di una festa solo per i credenti ma per tutte le famiglie. Se vogliamo valorizzare la famiglia, il 25 i musei devono rimanere chiusi», citando le chiusure di Louvre, Prado, dei musei di Londra, del Met e del Moma a New York.

Il dibattito sta spaccando la città: a sostegno dell’apertura natalizia si sono schierati il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi e il cardinale Giuseppe Betori, mentre aspre critiche provengono da Filcams Cgil Firenze e Fp Cgil Firenze, che hanno dichiarato in una nota: «La logica del sempre aperto è sbagliata tanto nell’offerta del consumo commerciale quanto in quella culturale. Lo diciamo da sempre, non solo sul piano dei diritti sacrosanti di cui tutti i lavoratori devono godere, ma anche su quello economico e sociale perché è ormai dimostrato che questa logica non produce valore aggiunto. Occorre uscire da questo modello ormai imperante anche in questa città, inviluppata com’è nell’overturismo e nella gentrificazione».

L’ultima mossa del sindaco sulla questione arriva per mail con gli auguri: dal 25 al 31 i dipendenti del Comune potranno accedere gratuitamente al percorso museale di Palazzo Vecchio. Dunque, gli impiegati delle cooperative si troveranno a lavorare a Natale al museo mentre i colleghi assunti dall’amministrazione lo visitano gratuitamente. «Non abbiamo pregiudizi rispetto al tema delle aperture dei musei il 25 dicembre - dicono Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune - Ma così il sindaco provoca divisioni tra classi lavoratrici». Tra il sindaco Dario Nardella e il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, del resto, i rapporti non sono mai stati semplici. Già nel 2017, dopo solo due anni dalla nomina del direttore, i rapporti si erano incrinati dopo che il tedesco aveva fatto sapere che, al termine del mandato italiano sarebbe andato a dirigere il Kunstistorisches museum di Vienna. In quell’occasione Nardella aveva espresso la sua perplessità, sostenendo che l’annuncio della partenza di Schmidt fosse arrivato con troppo anticipo rispetto alla fine del suo percorso «Questo elemento può togliere autorevolezza a chi dirige questo museo».

Era seguita la questione della multa fatta dal Comune al direttore per la diffusione di messaggi contro i bagarini dagli altoparlanti installati nel loggiato del museo, per arrivare allo scontro più importante, nel marzo di quest’anno, quando il sindaco di Firenze aveva voluto coprire con un drappo nero la copia del David di Michelangelo in piazza della Signoria in segno di lutto per la guerra in Ucraina. Il provvedimento era stato criticato dal direttore Schmidt che aveva dichiarato: «Le statue nei musei e sulle piazze delle nostre città hanno un forte valore non solo artistico ma educativo, poetico, identitario, di incoraggiamento individuale e collettivo. Vestirli o tatuarli con proiezioni di loghi commerciali o di messaggi politici falsa il loro senso e nolente o volente li banalizza, spesso ridicolizzandoli. Coprirli invece completamente, per qualunque motivo, equivale a una censura, e pertanto si oppone ai fondamenti della società libera».

 RIPRODUZIONE RISERVATA

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