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L’università di Firenze vara l’aumento delle tasse. Tagli anche al piano assunzioni

di Chiara Vignolini
L’università di Firenze vara l’aumento delle tasse. Tagli anche al piano assunzioni

Caro energia: la crisi ha fatto schizzare i costi di oltre 20 milioni

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FIRENZE. Dopo l’approvazione del bilancio preventivo 2023 da parte del Senato accademico, anche il Cda dell’Università di Firenze dà il via libera all’aumento delle tasse per studenti e studentesse, pari al 10%, per il prossimo anno 2023-2024. Una decisione presa davanti ad un quadro pesantemente influenzato dall’incremento dei costi energetici, che ha fatto schizzare in alto i costi di ateneo di 20 milioni di euro, e per i quali non è prevista nessuna sovvenzione da parte dello Stato, dalle spese per l’acquisto di beni e servizi e all’adeguamento degli stipendi del personale docente e amministrativo all’inflazione. Si stima che il gettito dei contributi passi da 54,7 milioni a 59,7.

A farne le spese saranno soprattutto gli studenti ma anche i futuri iscritti, insieme ovviamente alle loro famiglie, per questo tutte le rappresentanze studentesche hanno espresso il loro voto contrario. «Abbiamo presentato un’interrogazione dove chiedevamo spiegazioni», fanno sapere dall’associazione studentesca Csx. «È stata creata appositamente una commissione per l’analisi delle condizioni di sostenibilità del bilancio di ateneo». Attualmente le tasse vengono pagate in proporzione all’indicatore economico dell’Isee: si va dai 220 euro annuali per coloro che hanno un Isee da zero a 13 mila euro, a 2600 euro per chi si trova nella fascia numero 73 con un Isee pari o superiore ai 125 mila euro. Sono previste agevolazioni, o totali esoneri, dal pagamento per coloro che hanno un Isee inferiore ai 24 mila euro e risultano vincitori di borsa di studio prevista dai bandi annuali del Dsu, agenzia per il diritto allo studio. Si prevede che anche l’adeguamento dei contribuiti avverrà in base al sistema di fasciazione del reddito e salvaguarderà le fasce esentate, quest’ultimo punto sarà oggetto di decisione degli organi di governo dell’ateneo prima dell’avvio delle immatricolazioni del prossimo anno accademico.

Le leve su cui l’ateneo fiorentino agisce sul bilancio sono, oltre a una reintroduzione di un prelievo sui fondi di ricerca e un adeguamento delle tasse e dei contributi per i corsi di laurea, anche la riduzione delle assunzioni previste per il nuovo anno accademico e il contenimento dei consumi energetici coerentemente con le misure attuate. Infine, verranno limati i budget «discrezionali» delle varie aree amministrative. Insomma, una sforbiciata dolorosa ma necessaria, dicono da Unifi. Anche se la decisione di incrementare le tasse provoca la rabbia degli studenti, già costretti a pagare l’imposta per il trasporto pubblico locale che è stata resa obbligatoria lo scorso settembre.

«Riteniamo che l’ateneo debba adottare politiche di contenimento dei consumi energetici più coerenti e in linea alla sfida ecologica di questo periodo», fa sapere tramite social l’associazione studentesca Udu «In questo modo il diritto allo studio non viene tutelato». Per assicurare il massimo coinvolgimento della comunità universitaria nella gestione delle scelte operative inserite nella manovra di bilancio, il Consiglio di amministrazione ha nominato una commissione composta da componenti degli organi accademici nella quale sono presenti tutte le rappresentanze studentesche.l
 

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