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Ora c’è Blues, il treno ibrido: «Così ridurremo i ritardi»

di Giulia Poggiali
Ora c’è Blues, il treno ibrido: «Così ridurremo i ritardi»

Va a diesel, elettricità e batteria. Il primo viaggerà nel Mugello

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FIRENZE. Tra poche settimane, sui binari della stazione Santa Maria Novella, circolerà il nuovo gioiello di casa Trenitalia. Il primo treno ibrido Blues, segna l’inizio di alcuni cambiamenti che vedono protagonisti i regionali: entro i prossimi quattro anni, assisteremo al rinnovo della flotta nazionale.

Al fine di rendere il trasporto ferroviario più ecologico e all’avanguardia, il Blues presenta una tripla alimentazione (elettrica, diesel e batteria) che gli consente di viaggiare su linee elettrificate e non. Ad esempio, il motore diesel del treno, una volta giunto nei centri abitati, verrà sostituito dalle batterie, dall’autonomia di 15 chilometri, che rendono il mezzo poco inquinante e più silenzioso. Una tecnologia ibrida di nuova generazione, che si traduce in migliori prestazioni, riduzione del consumo di carburante e forte riduzione in termine di emissioni di CO2, rispetto agli attuali convogli diesel. Il primo convoglio circolerà tra Firenze, Borgo San Lorenzo e nel bacino senese, e in totale i treni ibridi sono 44, a cui poi si aggiungeranno 29 Rock e 19 treni Pop.

«Interamente realizzato a pochi chilometri da qui, negli stabilimenti Hitachi di Pistoia, il treno è moderno, efficiente e tecnologicamente avanzato. L’obiettivo che si è posta Firenze è di raggiungere un ottimo livello di neutralità climatica entro il 2030 e questo gioiello made in Tuscany è un buon passo in avanti, nonché si dimostra un buon servizio per i pendolari che si spostano dall’area del Mugello verso il capoluogo», spiega il sindaco di Firenze Dario Nardella. Al momento del taglio del nastro, presenti anche il presidente della Regione Eugenio Giani e l’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia Luigi Corradi, che definisce il treno «speciale, disegnato per la Toscana, una regione ricca di linee non elettrificate molto trafficate». Il modello esposto al binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, presenta comodi sedili dal design pulito, area condizionata di ultima generazione e passenger information system, schermi che informano i passeggeri sul traffico ferroviario. Non solo, i materiali scelti sono ad elevato livello di riciclabilità, circa il 95%, i finestrini molto più ampi e lungo i vagoni sono presenti ben otto postazioni bici. Sono 300 i posti a sedere messi a disposizione per viaggiatori, senza dimenticarsi dei più piccoli: infatti, è presente uno spazio a loro riservato.

«Quando parliamo di trasporto ferroviario con un numero consistente di traffico pendolare e regionale, dobbiamo pensare che alcuni disservizi nascono dal transito non trascurabile delle reti. Pensate che sulla linea di Rovezzano passano, su due binari, i treni pendolari e nazionali, l’alta velocità, i treni intercity e tutto il traffico merci. Il sottoattraversamento di Firenze dell’alta velocità può essere la soluzione. I lavori della fresa stanno andando avanti e da aprile o maggio, può iniziare la perforazione. Bisogna aspettare, ma i treni di superficie potranno avere campo libero, garantendo qualità del servizio. Abbiamo ancora molto da fare, ma stiamo facendo di tutto per permettere alle persone di continuare a scegliere il treno come mezzo di trasporto: dopo la sanità, il trasporto pubblico è il più grande investimento della regione» spiega il presidente Giani.

Il tasto dolente dei ritardi viene più volte toccato dalle autorità presenti. Se l’amministratore delegato Corradi spiega che «i disagi si concentrano proprio su quelle linee dove manca l’elettrificazione, perciò un treno come questo migliorerà sicuramente moltissimo le prestazioni e vedremo meno ritardi», l’assessore ai trasporti Stefano Baccelli specifica che «non tutti i ritardi sono ascrivibili al materiale rotabile, tendenzialmente un 25% sono attribuibili a Trenitalia, circa il 50% a Rfi per l’infrastruttura, circa il 25% a cause esterne come investimenti e incidenti sui passaggi a livello. Quindi questo nuovo treno non sarà una panacea per tutti i mali, ma sarà una variabile importante per migliorare il servizio». Il Blues ibrido che è stato presentato, rappresenta la svolta che segna l’inizio di una nuova era per il servizio ferroviario in Toscana.


 

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