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Un lodo moschea nel Piano urbanistico: ora aprire luoghi di culto sarà più semplice

di Antonio Passanese
Un lodo moschea nel Piano urbanistico: ora aprire luoghi di culto sarà più semplice

Le nuove norme aiuteranno la comunità islamica a trovare in tempi più rapidi un nuovo spazio. «L’imam, quando vorrà, potrà presentarci proposte senza andare incontro a varianti e ulteriori costi»

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FIRENZE. Norme più snelle e meno farraginose per trasformare gli immobili, attraverso cambi di destinazione d’uso, in luoghi di culto. Una sorta di semplificazione che sarà contenuta nel futuro Piano Operativo di Firenze che sarà adottato dalla giunta comunale a fine dicembre per poi passare in Consiglio a febbraio.

«Ciò che ha ispirato la nostra azione sono tre parole - spiega l’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re - prossimità, inclusione e semplificazione. Abbiamo fatto un percorso di partecipazione lo scorso anno - a cui era presente anche la comunità islamica - chiamato "Firenze Prossima" proprio perché la Firenze che volevamo e vogliamo disegnare è una città che punta alla dimensione del rione e della comunità come spazio dove poter trovare tutti i servizi ad una distanza facilmente raggiungibile a piedi. Questo è non solo uno degli insegnamenti che ci ha lasciato il Covid, ma anche ciò che le cittadine e i cittadini ci hanno chiesto maggiormente nella fase del percorso di ascolto, soprattutto le donne, maggiormente inclini a cercare di costruire una comunità intorno a dove vivono».

Insomma, per la comunità musulmana di Borgo Allegri - sotto sfratto per motivi di morosità (una motivazione rispedita al mittente dall’imam Izzedin Elzir) - questa norma può essere un importante aiuto per trovare in tempi più rapidi e meno costosi un nuovo spazio per la preghiera, dato che la Finvi - proprietaria dell’immobile - proprio non vuole saperne di trovare un accordo per ritirare l’atto di sgombero esecutivo. Con il Piano Operativo, che oltre ad agevolare le realtà del terzo settore e le associazioi sportive, agevolerà anche l’insediamento di nuovi luoghi di culto, i fedeli di piazza dei Ciompi potranno contare su un numero più ampio di immobili dove ritrovarsi per la moschea.

E quindi, una volta che la comunità musulmana fiorentina avrà individuato, tra i 4 locali su cui si sta ragionando, la nuova sede, dalla sua avrà una carta in più da giocare grazie alle norme che entreranno in vigore nel 2023.

«I luoghi di culto - aggiunge Del Re - possono oggi insediarsi solo in immobili con destinazione a luogo di culto. Può essere invece per loro utile potersi insediare in immobili che hanno anche altre destinazioni d’uso, compresa quella commerciale: per queste realtà, infatti, vorrebbe poter dire poter contare su un numero maggiore di immobili dove potersi insediare, evitare gli oneri legati al cambio di destinazione, e superare le eventuali resistenze del proprietario che per affittare il fondo a queste realtà è costretto a cambiare la destinazione d’uso». Nel caso della comunità islamica, «questo consente, in ogni momento, di poterci presentare una proposta, senza andare incontro ad una variante con i relativi tempi e costi - conclude Del Re - Questa norma semplificherà anche questo aspetto perché il tema della spiritualità e dell’integrazione di comunità straniere vogliamo sia parte del prossimo operativo. Firenze è e sarà davvero prossima se lo sarà per tutti».

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