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La sentenza

Violano il divieto di caccia a Vallombrosa: tutti assolti perché non ci sono i cartelli

Violano il divieto di caccia a Vallombrosa: tutti assolti perché non ci sono i cartelli

La difesa: «Non potevano sapere di essere in un’area protetta»

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FIRENZE. Sono finiti a processo perché durante una battuta di caccia hanno sconfinato nella riserva biogenetica naturale di Vallombrosa, un’area protetta demaniale, ma sono stati assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste. A finire sul banco degli imputati, con decreto di citazione diretta a giudizio del pm Fedele La Terza, quattro cacciatori di età compresa tra i 35 e i 64 anni, residenti in provincia di Firenze. Solo per uno, all’epoca dei fatti nel 2019 un civile in servizio presso i carabinieri forestali, il giudice ha stabilito un’ammenda da 1.400 euro per aver portato armi nella riserva. Nell’attesa delle motivazioni della sentenza, pronunciata la scorsa settimana, si può ipotizzare che il giudice abbia accolto le ragioni sostenute dal legale degli imputati, avvocato Jacopo Pepi. Tra queste, che la riserva naturale di Vallombrosa, almeno per quanto riguarda la zona del presunto sconfinamento, non sarebbe adeguatamente segnalata. In altre parole, non ci sono cartelli, e quelli che ci sono non sarebbero messi nei punti giusti. «Non c’è alcuna segnaletica – afferma l’avvocato Jacopo Pepi nella sua memoria difensiva, parlando della zona del presunto sconfinamento – che possa far capire al cittadino che sta entrando nella riserva». Tanto che per stabilire che i cacciatori vi sono entrati «sono stati necessari tre tecnici, un perito, un ausiliario e un consulente di parte», oltre a un software e a della strumentazione specialistica.

Insomma, l’area della riserva non sarebbe segnalata in modo corretto, né perimetrata, cosicché sarebbe molto facile entrarvi inconsapevolmente, violando di fatto il divieto di caccia. Tanto che l’unico che si è visto comminare un’ammenda, e solo per uno dei due capi d’imputazione, è un uomo che prestava servizio presso i forestali – pur non essendo un militare – e pertanto avrebbe dovuto conoscere i confini della riserva.

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di Redazione web