Gioco
Firenze, una festa contro il bullismo ai giardini di Campo di Marte con gli studenti dell’istituto comprensivo Compagni-Carducci
All’evento hanno preso parte anche gli operatori della polizia municipale: tanti i cartelloni e i disegni nella mostra allestita per la comunità
FIRENZE. «Ragazzi facciamo un gioco: diteci quali sono le parole che vi vengono in mente quando pensate al bullismo» chiedono le operatrici e gli operatori della Municipale ai ragazzini presenti durante la festa contro il bullismo e il cyberbullismo, tenutasi ieri nei giardini di Campo di Marte. Sicurezza, attenzione, rispetto, consapevolezza, aiuto, dialogo. Sono state queste le risposte date dagli alunni dell’istituto comprensivo Compagni-Carducci che, lo scorso anno, ha partecipato al progetto chiamato “Il bullismo fuori e dentro le scuole” che ha coinvolto otto classi di terza media, due di seconda e una di prima.
Tanti i cartelloni, i disegni e le scritte che addobbavano il gazebo della polizia municipale, organizzatrice dell’evento in collaborazione con il Comune di Firenze e il quartiere due per mostrare a genitori, parenti e comunità il lavoro effettuato e i risultati ottenuti. L’iniziativa, che si svolgerà anche durante il corso di quest’anno scolastico, verrà allargata anche alle classi quinte delle elementari, al liceo Castelnuovo e alle scuole medie Mazzanti. «Questo è un tema molto sentito dai ragazzi» afferma Laura Guido, la dirigente dell’istituto comprensivo Compagni-Carducci. «Ci teniamo a rafforzare la presa di consapevolezza sulla questione, aumentando le competenze sociali e civiche dei nostri alunni. L’obiettivo è quello di riuscire a creare rete e rafforzare le relazioni con il territorio» continua la dirigente. Il progetto prevede incontri di due ore nelle scuole con la polizia municipale che, dopo una breve presentazione, distribuisce alle classi un questionario anonimo.
Dopo la visione di due brevi filmati si apre uno spazio per il dibattito al termine del quale viene distribuito ad ogni alunno un volantino con tutti i recapiti da contattare in caso di necessità, insieme ai link dei siti online operanti a livello nazionale che agiscono da supporto agli adolescenti in difficoltà. «Dopo questi incontri sono emerse tante storie, da un piccolo episodio ad una cosa più grave. L’importante è non sottovalutare mai nulla perché il bullismo si manifesta nelle forme più svariate» conclude la dirigente scolastica. E a colpire è soprattutto la storia di una ragazzina raccontata attraverso un cartellone: «Ho tredici anni e un disturbo alimentare da curare. Ecco a cosa può portare una semplice frase di bullismo». Per questo la cosa più importante da fare è collaborare: «Il progetto trova compiutezza negli educatori di strada. Il loro è un servizio che funziona in quanto tanti ragazzi li prendono come punto di riferimento» sostiene il presidente del quartiere due Michele Pierguidi. Presenti anche l’assessore alle politiche giovanili Cosimo Guccione e l’assessora ai diritti e alle pari opportunità Benedetta Albanese. Prima di andare via tutti si mettono in cerchio ad ascoltare una poesia scritta da un alunno che recita: «Si può litigare senza far male. Si può parlare in modo cordiale» .
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