Il Tirreno

Firenze

Il caso

Dopo una multa di 160 euro la coco-bike diventa un manifesto

di Chiara Vignolini
La bicicletta cocomero era in Borgo de Greci da quasi vent’anni
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La bicicletta cocomero era in Borgo de Greci da quasi vent’anni

La bicicletta cocomero, situata in Borgo de Greci da quasi vent’anni, oltre ad essere un simbolo dello storico locale è diventata protagonista di molti scatti sui social network, conquistando addirittura un hashtag su Instagram

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FIRENZE. «Era lì da diciotto anni. Rappresentava il simbolo del nostro locale. La utilizzavamo per colorare la strada e portare un po’ di allegria» commenta, amareggiato, Marco Bruno titolare del Caffè del Borgo collocato nel centro di Firenze.

La bicicletta cocomero, situata in Borgo de Greci da quasi vent’anni, oltre ad essere un simbolo dello storico locale è diventata protagonista di molti scatti sui social network, conquistando addirittura un hashtag su Instagram.

Al posto delle ruote due fette di cocomero con il telaio verde chiaro che richiamava la buccia del frutto estivo, era diventata un’attrazione per tutti i passanti e i turisti che percorrevano la strada verso piazza della Signoria. C’era chi la fotografava soltanto, chi si metteva in posa vicino alla buffa bicicletta e chi invece ci si sedeva sopra pronto a scattare una simpatica foto ricordo. La Watermelon Bike, questo il nome dell’hashtag di Instagram, ha terminato la sua corsa in seguito a una multa di centosessanta euro e la rimozione per contrastare il degrado del centro fiorentino: «Oggi è una giornata un po’ triste. Non per la pioggia e neanche per la multa ricevuta, non che quest’ultima sia indolore. Da oggi Borgo de Greci sarà un po’ più triste, almeno per me» scrive Marco sulla pagina Facebook del locale. Nel primo weekend di dicembre si sono presentati tre poliziotti in borghese con un verbale che, oltre alla sanzione, comunicava di togliere la bicicletta dal marciapiede. «Inizialmente non capivo cosa volessero, sinceramente ero sconcertato. Non capivo perché proprio ora, dopo diciotto anni. In tutto questo tempo ne sono passati di vigili, assessori o altre autorità, alcuni di questi si sono fermati per un caffè, anche perché ci troviamo a pochi passi dal Comune di Firenze. Nessuno ha mai detto niente a proposito della bicicletta e del cartello. Sono certamente amareggiato per la sanzione, soprattutto durante un periodo difficile dove le spese per un commerciante sono tante, però in generale penso che sarebbe stato sufficiente chiedermi di toglierla». «Combattere il degrado cittadino» questa la principale motivazione indicata sul verbale che ha portato alla sanzione per il cartello e per l’iconica Watermelon Bike. Motivo che ha fatto storcere il naso al proprietario dello storico locale che ha fatto notare che: «Se la motivazione è questa tutto il centro di Firenze dovrebbe essere multato. Quante, ad oggi, persone entrano nei ristoranti per leggere il menu? Oramai praticamente nessuno, per questo i marciapiedi sono invasi da cartelli e menu esposti anche in mezzo alle strade – continua Marco Bruno – Probabilmente si vuole solo far cassa sulle piccole attività indipendenti, la mia preoccupazione e amarezza è profonda perché sembra che non ci sia più spazio per le tradizioni, costrette a prendere altre strade, ma solo per le grandi catene impersonali».

Attraverso il post di Facebook, il proprietario invita tutti coloro che hanno una foto della Watermelon Bike ad utilizzarla e a taggare il Caffè del Borgo in ricordo di un’attrazione simpatica che ha fatto sorridere molti turisti e passanti in tutti questi anni.
 

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