Gioco
Firenze, un ponte col pienone negli hotel: «Ma gli italiani scelgono i 3 stelle»
Gli albergatori: l’occupazione delle strutture all’85%, quasi ai livelli pre-pandemia. Nell’Immacolata soffre il lusso. Mancano gli americani, arriveranno a Capodanno
FIRENZE. La tradizionale accensione dell’albero in piazza Duomo ha ufficialmente dato il via alle festività natalizie. Firenze è stracolma di alberi nelle varie piazze, istallazioni luminose e addobbi vari. Tante le iniziative organizzate per questo primo Natale che, dopo la pandemia, sarà finalmente senza restrizioni. Così, ad affollare la città ritornano anche i turisti, sia italiani che stranieri, che approfittano dei giorni di ferie, partendo dal ponte dell’Immacolata, per ritornare a godere delle bellezze della città. «Queste feste, secondo le previsioni, vedranno numeri da record a livello di presenze rispetto agli ultimi dieci anni», ha dichiarato recentemente il primo cittadino Dario Nardella.
La maggior parte degli alberghi sono, infatti, andati soldout in questo fine settimana di ponte: «L’occupazione delle strutture ricettive del centro storico si attesta intorno all’85%. È un ottimo risultato e ne siamo molto soddisfatti», sostiene Francesco Bechi, presidente della Federalberghi di Firenze. E le previsione sono ottime anche per Capodanno: «Il picco delle presenze si avrà a partire dal 27 dicembre. I dati sono in linea rispetto al 2019, quindi a prima della pandemia», continua Benchi, che ci tiene a lanciare un appello affinché i turisti italiani scelgano la propria nazione come meta delle vacanze: «Il nostro è un Paese unico a livello di arte, bellezza, enogastronomia e qualità della vita. Non basterebbe una vita intera per visitarlo tutto».
Secondo i dati, i turisti sono soprattutto “interni”, ossia italiani, che non rinunciano a viaggiare ma, visto il periodo di forte crisi economica legata all’aumento del costo della vita e al caro bollette, preferiscono cercare di risparmiare il più possibile: «Registriamo una leggera flessione sugli alberghi di lusso, ossia da quattro e cinque stelle. Per quelli da una a tre stelle, al contrario, il flusso di occupazione è di circa l’80%», afferma Stefano Rosselli, il responsabile degli albergatori di Confindustria Firenze. «Rispetto a prima della pandemia siamo ancora 6-7 punti sotto ma le previsioni ci fanno ben sperare, soprattutto per Capodanno e considerando che anche nel mese di novembre abbiamo avuto una discreta presenza di turisti».
Anche Franco Marinori, direttore di Confcommercio della provincia di Firenze, è della stessa idea: «I numeri delle festività natalizie di quest’anno sono simili a quelli prima della pandemia». A seguito di un’indagine svolta dal centro studi turistici di Confesercenti Toscana, per questo lungo weekend il tasso di occupazione delle strutture ricettive disponibili online dovrebbe attestarsi intorno al 78%, due punti in più rispetto al 2021, con circa 470mila pernottamenti tra il 7 e l’11 dicembre: «A livello regionale si registra qualche primo segnale di rallentamento fisiologico della domanda per cui non si ha un tutto esaurito. Ma l’andamento generale nelle principali città d’arte rimane positivo e le aspettative sono abbastanza elevate» sostiene Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana.
Lapo Cantini, il responsabile di Confesercenti Firenze, spiega infatti che «in centro c’è un grandissimo flusso di persone, segno che il ponte sta andando bene. Si registra un grande rilancio del turismo e questo è assolutamente positivo». Tutto questo è in linea con l’andamento del flusso turistico dei primi otto mesi del 2022, quindi da gennaio ad agosto, che, secondo le statistiche dell’Irpet, ha visto un +185,4%, rispetto al –76,8% del biennio compreso tra il 2019 e il 2021. Segnali di ripresa da uno dei settori più colpiti dalla pandemia, insomma, grazie anche al ritorno del turismo straniero, soprattutto americano, a partire da dopo Natale. «Per i primi mesi del 2023 abbiamo già prenotazioni provenienti dagli Stati Uniti», fanno sapere dalla Federaberghi Firenze. E i turisti americani di certo aumentano la qualità del turismo avendo maggiori capacità di spesa rispetto agli italiani: «Il turismo straniero “spende” di più rispetto a quello interno», dice Lapo Cantini. Per vedere una presenza massiccia di stranieri bisognerà, dunque, attendere ancora qualche settimana: «Il ponte dell’Immacolata è solo per gli italiani. Gli stranieri hanno la tendenza a tornare dopo Natale» spiega Gianni Facchini, il rappresentante degli host di Airbnb. «Mediamente la permanenza è tra i tre e i quattro giorni, quindi generalmente prima della Befana vanno via».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
