Il Tirreno

Firenze

I lavori nell'istituto

A Firenze, nel cantiere della Dionisi: un viaggio tra amianto e cancelli aperti

di Chiara Vignolini
A Firenze, nel cantiere della Dionisi: un viaggio tra amianto e cancelli aperti

All’interno della scuola c’è anche del materiale infiammabile: in via Cambray Digny sembra che il tempo si sia davvero fermato

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Un silenzio pesante interrotto dall’eco dei passi e dal vento che entra dalle finestre semichiuse, spostando un disegno abbandonato sul pavimento di quella che era la palestra. Sembra che alla scuola dell’infanzia Dionisi, accanto alla Don Milani in via Cambray Digny, il tempo si sia fermato. Tempere, materassini, banchi accatastati, libri e un telescopio che sbuca fuori da una scatola sono tutto ciò che è rimasto di un luogo dove, solo fino a settembre scorso, risuonava la campanella alla fine di ogni ora e dove i bambini correvano, giocavano e ridevano insieme ai loro compagni.

«Grazie scuola per averci fatto divertire, studiare e sognare», recita così la scritta che decora il muro esterno di uno dei tre plessi dell’istituto dove c’erano la scuola materna, le elementari e le medie. Gli edifici sono stati chiusi a settembre scorso a causa dei lavori che riguardano la bonifica dell’amianto, che partiranno tra fine dicembre e inizio gennaio, e della ristrutturazione generale che, invece, prenderà avvio tra fine aprile e inizio maggio. Molti i sopralluoghi effettuati da parte delle ditte che partecipano ai vari lavori previsti.

Un buon segno, questo, che presto darà avvio al primo cantiere, quello relativo alla bonifica dell’eternit. La cattiva notizia riguarda, però, il fatto che molti dei cancelli, soprattutto quelli relativi agli ingressi secondari, sono aperti o facilmente apribili. Entrare all’interno del giardino è molto semplice così come varcare la soglia delle porte che collegano l’esterno con l’interno. Due plessi su tre sono in queste condizioni. Ciò che ci troviamo davanti, una volta entrati nell’edificio che fino a settembre conteneva le elementari, è un ambiente ampio dove regna la confusione: sedie accatastate, libri sparsi, materassini e altri attrezzi per la palestra rovinati dal tempo e dall’umidità. I bagni, completamente impolverati dai calcinacci, dispongono ancora dell’acqua corrente e di elettricità. Un luogo allettante per vandali e spacciatori che potrebbero trovare nell’Istituto Comprensivo Don Milani un nuovo ambiente di ritrovo.

È questa la preoccupazione dei residenti del quartiere che Alessandro Draghi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha portato alla luce: «La denuncia parte dal fatto che non mi sembra un’area cantierizzata a dovere. Qua può entrare chiunque, di giorno e di notte, in due plessi su tre entri girando solo la maniglia, nel terzo invece basta dare una spallata alla porta che è chiusa solo con una sedia – continua Draghi – La preoccupazione è che si ha a disposizione centinaia di metri quadri di una scuola per fare quello che si vuole come un’occupazione abusiva, dato che siamo vicini al check-point Sas Firenze Sud dove ogni notte ci dormono una dozzina di senzatetto i quali, chiaramente, possono prendere in considerazione di trasferirsi qua anche a causa delle temperature rigide. Poi è in balia dei vandali, durante le vacanze di Natale i ragazzi che non vanno a scuola possono venire a vandalizzare e a farsi i comodi loro. Noi chiediamo che venga circoscritta l’area del cantiere e che venga un minimo sorvegliata».

Ancora non sono state fatte segnalazioni in merito a violazioni, danni o altri atti vandalici però alcuni graffiti, che riportano frasi sgradevoli, e forzature della rete di recinzione indicano il contrario ovvero che qualcuno è già riuscito ad entrare. Si tratta di un luogo pericoloso dove la leva per l’attivazione del gas è alla mercé di tutti, dove al suo interno ci sono ancora prodotti facilmente infiammabili come detersivi o tempere e per questo i residenti sono molto preoccupati. Dall’assessorato, però, non risulta che la scuola sia aperta o facilmente accessibile ma che lo è stata solo durante i numerosi sopralluoghi con le ditte che si devono occupare di disalimentare gli impianti, rimuovere l’amianto e fare le demolizioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa