Toscana
Il “buco” di viale Belfiore è stato un danno d’immagine per la città. Indennizzo di quasi un milione e mezzo al Comune di Firenze
Il risarcimento è stato confermato dal Tar della Toscana che ha condannato la società costruttrice coinvolta per il ritardo di 15 anni ai lavori dello studentato
FIRENZE. Un risarcimento di 1,4 milioni di euro in favore del Comune di Firenze per il danno di immagine causato dagli oltre 15 anni di ritardi nei lavori per lo studentato in viale Belfiore. Così il Tar della Toscana che ha condannato la società costruttrice coinvolta nella vertenza a cui, si spiega da Palazzo Vecchio, i giudici ritengono «ascrivibile una inadempienza non istantanea causa dello stato di persistente degrado dell'area, dannoso per il decoro di una zona centrale del Comune di Firenze e testimoniato dall'incuria nella tenuta del cantiere i cui effetti si sono protratti nel tempo e sono tuttora visibili».
Il Piano di recupero dell'area aveva avuto l'approvazione del Consiglio comunale nel 2005, con permesso di costruire rilasciato a gennaio 2006. Fin dal 2011 l'amministrazione, si legge in una nota di Palazzo Vecchio, «aveva chiesto alla società un dettagliato rapporto sulle condizioni di sicurezza, stabilità dello scavo, sorveglianza, monitoraggio e manutenzione del cantiere, sollecitando ripetutamente ogni misura necessaria per garantire l'incolumità delle persone e poi ad attivarsi per il completamento dei lavori. Nel 2020 il privato ha presentato ricorso al Tar Toscana per ottenere la restituzione degli oneri di urbanizzazione a suo tempo versati per un intervento che non era poi stato realizzato. Alla richiesta di oltre 7,5 milioni per rimborso degli oneri versati, il Comune di Firenze ha replicato chiedendo che venissero riconosciuti all'ente a compensazione, non solo crediti pregressi, ma anche un credito derivante dai danni e disagi causati dallo stato del cantiere. Il Tribunale ha quindi riconosciuto crediti del Comune di Firenze per oltre 4 milioni di euro di cui circa 1,4 per il danno all'immagine derivante dalle conseguenze dello stato del cantiere».
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