Il Tirreno

Firenze

Il fenomeno e la protesta

Caro affitti a Firenze, gli studenti stranieri ora chiedono la stanza in famiglia

di Rita De Blasio
Caro affitti a Firenze, gli studenti stranieri ora chiedono la stanza in famiglia

L’Accademia Europea ricerca camere per i ragazzi "Erasmus" in arrivo dall’estero. L’Unione Universitari pronta ad alzare la voce: «Manifesteremo in piazza»

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FIRENZE. Il 35%. È questa la percentuale dell’aumento dei prezzi nel mercato abitativo fiorentino rispetto allo scorso anno e che mette sempre di più in difficoltà coloro che cercano una casa, soprattutto in affitto. Ecco perché tanti preferiscono adottare una soluzione alternativa, come cercare ospitalità all’interno di nuclei familiari anche fuori provincia, come fa l’Accademia europea di Firenze ETS per i suoi ragazzi, soprattutto spagnoli tra i diciotto e i ventidue anni, che arrivano nella città fiorentina per una sorta di "Erasmus lavorativo", ossia per un breve periodo, da uno a tre mesi, per lavorare specialmente nel terziario. «Quest’anno sono circa 300, mentre prima della pandemia erano anche più di 400. È molto complicato trovare un alloggio: per questo cerchiamo appartamenti e camere in famiglia anche a Prato, Scandicci e Sesto Fiorentino» fanno sapere dall’Accademia.

I canoni di affitto sono davvero lievitati. Basta cercare sui siti di affitti, come Immobiliare. it, per comprendere la portata di un problema che, soprattutto negli ultimi mesi, rende difficile la ricerca di un alloggio, in modo particolare per studenti universitari fuori sede, oppure in Erasmus, e per gli smart worker che lavorano a Firenze solo per brevi periodi. A ciò si aggiunge un altro fenomeno preoccupante, ossia gli affitti brevi. Proprietari che preferiscono affittare a turisti solo per pochi giorni, soprattutto grazie alle nuove piattaforme come Airbnb, perché così la rendita è maggiore. «Ogni anno ospitiamo circa quindici mila ragazzi americani che si trattengono massimo quattro mesi» racconta Fabrizio Ricciardelli, direttore della Kent University di Firenze. «Più o meno è lo stesso numero di prima della pandemia. È sempre più difficile trovare una casa visto che la città si converte sempre di più al turismo». Situazione che pesa soprattutto per i circa quindici mila studenti e studentesse fuori sede dell’ateneo fiorentino, che rappresentano il 27% delle 55mila nuove immatricolazioni. Un dato che dovrebbe far ben sperare: finalmente, dopo i difficili anni della pandemia, anche la vita universitaria riprende a pieno regime e la città si ripopola di giovani. Ma, purtroppo, non è così perché non tutti riescono a sostenere le spese. Basti pensare che per una camera singola si pagano mediamente 500/550 euro al mese e circa 400 per una camera doppia, escluse le utenze. La zona più cara in assoluto è quella del centro città dove si arrivano a spendere 600 euro per una singola e 450 euro per una doppia. Segue Campo di Marte con una media di 550 euro per una singola e 400 per una doppia. Leggermente più economica la zona di San Jacopino: 500 euro camera singola, 350 euro doppia. È per questo che, lo scorso diciassette novembre, i rappresentanti dell’Udu, Unione di universitari, insieme a Sunia e Cgil, hanno organizzato una conferenza stampa per chiedere alle istituzioni di garantire concretamente il diritto allo studio.

«Subito dopo la conferenza si sono fatti sentire soprattutto l’assessore alle politiche giovanili Guccione e l’assessora all’università Meucci, promettendoci un tavolo tecnico che ci sarebbe dovuto essere la scorsa settimana. Poi silenzio totale. Se non ci dovessero dare ascolto siamo pronti a manifestare in piazza nelle prossime settimane, anche perché continuiamo a registrare una situazione di estremo disagio per i fuori sede» fanno sapere dall’Udu.

C’è chi fa il pendolare da Perugia, chi viene ospitato da dei parenti a Genova, chi prende un areo dalla Sicilia solo per sostenere gli esami e seguire le lezioni più importanti. E, dal momento che non ci sono tante altre soluzioni, si accetta quel che si trova, anche se irregolare. Si stima, infatti, che solo il 60% degli affitti sia regolare, in altri casi i proprietari avanzano delle richieste assurde. Come la settimana corta: fino al venerdì si affitta a studenti, il fine settimana ai turisti. Oppure casi di convivenza tra turisti e fuori sede nella stessa casa. Altre volte il proprietario impone un tasso fisso per le utenze oltre al canone di affitto pur non sapendo, ovviamente, quale sarà il prezzo effettivo delle bollette. A ciò si aggiunge anche il tema degli alloggi sfitti: «I proprietari aspettano che si alzi ulteriormente il prezzo del mercato immobiliare così da affittarli ad un costo più alto. Questo aggrava il problema» spiegano dall’Udu. Situazione che non vede, almeno al momento, nessuna soluzione concreta ma, anzi, all’orizzonte si prospetta un peggioramento con nuovi studenti che arriveranno a Firenze e che si aggiungeranno ai tanti che cercano casa.

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