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Idea Nardella-Gianassi, la staffetta in Comune come ai tempi di Renzi

Idea Nardella-Gianassi, la staffetta in Comune come ai tempi di Renzi

Il piano B dei dem per la corsa a Palazzo Vecchio. Obiettivo: costruire un airbag protettivo al sindaco in caso di emrgenza

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FIRENZE Per alcuni dei consiglieri più stretti è quasi fantascienza, ma perfino nel cerchio magico del sindaco sta diventando un’ipotesi percorribile, come se a sua insaputa gli stessero costruendo una sorta di airbag protettivo dai terremoti del partito, una specie di piano cuscinetto se la strada di Dario Nardella nel Pd si riempisse di ostacoli e erte canine. Insomma, più che roba da retroscena è quasi un retro-osceno lo scenario secondo cui nel 2024 a correre per Palazzo Vecchio possa essere Federico Gianassi, così da lasciare a Nardella una exit strategy per atterrare in parlamento prendendo il posto del neo deputato e fedelissimo a Montecitorio.

La staffetta, appunto, è molto più semplice a dirsi che a realizzarsi. Gianassi, seppure la legge non preveda obblighi, potrebbe essere costretto alle dimissioni dalla Camera una volta sceso in campo per le Comunali, senza avere la garanzia di un’elezione certa. E per Nardella si aprirebbe comunque la partita delle suppletive in un collegio certamente favorevole ma non più blindatissimo come un tempo. Certo, non sarebbe un unicum. Anzi, si tratterebbe di un replay. Gianassi farebbe ciò che Nardella fece per Renzi: farsi custode del fortino, mentre il rottamatore si avviava a conquistare il partito e, poi, Palazzo Chigi. E sebbene sia complicato, il passaggio di testimone appare realistico a sufficienza da aver spinto alcuni fedelissimi di Nardella a confidarlo in questi giorni a rappresentanti delle categorie economiche e piccoli e grandi poteri della città. «Sono più terzi ad immaginarlo che Dario», spiegano dall’entourage nardellianoMa perché mai nel partito e fra alcuni degli strateghi nardelliani si progetta un piano del genere? È una sorta di ipotesi salvagente.

Nardella deciderà solo dopo la convention romana di domenica prossima se correre da competitor nella sfida alla guida del Nazareno o se appoggiare uno fra Stefano Bonaccini e Elly Schlein. Il sondaggio Ghisleri di due giorni fa lo dava sesto al 2,5%, molto distante dal governatore emiliano e dalla sua (ex) vice, addirittura dopo De Luca, Boccia e De Micheli. Ma la rilevazione non ha scalfito la convinzione del sindaco di poter essere comunque un protagonista della partita, e di potersi affermare come "terza via" capace di scongiurare una scissione che molti già pronosticano in caso di vittoria di Bonaccini o Schlein.

Giocarsi il primo turno delle primarie e acciuffare un 10% potrebbe essere una soluzione per ritagliarsi anche un ottimo quoziente negoziale e trattare con il vincitore un ruolo importante nel partito. Ma se invece questo piano andasse male? Allora a Dario resterebbero pochi margini di manovra, e perfino i sogni di una candidatura "blindata" alle Europee sfumerebbero. Allora ecco la staffetta cuscinetto. Roba quasi da fantascienza, appunto, perché dà per sciolti parecchi nodi che verranno al pettine: come gestire le ambizioni delle molte assessore che vorrebbero provarci, da Sara Funaro a Cecilia Del Re? Ma soprattutto la staffetta non tiene conto di Matteo Renzi, che sulla scelta del candidato per le prossime comunali non resterà certo a guardare.

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