Il Tirreno

Firenze

Il caso

Ex Gkn, il prossimo Consiglio comunale non si terrà più in fabbrica. Il centrodestra affossa la proposta della maggioranza

Ex Gkn, il prossimo Consiglio comunale non si terrà più in fabbrica. Il centrodestra affossa la proposta della maggioranza

Contrario il Partito Democratico, ma irritazione arriva anche dal Movimento 5 Stelle. Da remoto, lunedì dovrebbe partecipare anche il proprietario di Qf Francesco Borgomeo

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. La seduta del Consiglio comunale di Firenze del 21 novembre, convocata per parlare della vertenza ex Gkn dopo la protesta degli operai che hanno occupato Palazzo Vecchio per circa 30 ore, si terrà nella sede del Comune, e non nella fabbrica a Campi Bisenzio, alle porte di Firenze, come richiesto dai lavoratori.  Nella riunione di oggi dei capigruppo il centrodestra avrebbe espresso la volontà di non cambiare la sede della seduta dell'assemblea cittadina. Contrario il Pd che invece avrebbe voluto convocare l'aula nello stabilimento di Campi Bisenzio.

"Questa è una passerella politica: chi ha messo in dubbio la sicurezza e l’incolumità della fabbrica dovrebbe vergognarsi – ha spiegato la consigliera di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu -. Per come sono adesso le cose mi sento di dire che lunedì non saremo in Consiglio comunale: si poteva realizzare qualcosa di concreto e invece non andrà così. A livello simbolico sarebbe stato un segnale. Potevamo mostrare a tutti che la fabbrica è sicura, che non ci sono problemi".

Irritazione è anche quella che arriva dal M5s: "È una vergogna non aver portato a termine quello che era stato proposto - ha affermato il capogruppo Roberto De Blasi -. Era stato preso un impegno e invece certe forze politiche hanno voluto strumentalizzare la faccenda, sono indignato".  

Sull’argomento è intervenuto anche il proprietario di Qf Francesco Borgomeo che., seppur invitato a partecipare al consiglio, dovrebbe intervenire solo da remoto: “Io sono sempre disponibile al dialogo e al confronto. Civile, pacato e costruttivo”. Diverse le reazioni politiche.

Secondo Federico Bussolin, capogruppo Lega, "la regia di questa passerella politica è molto discutibile. Ero contrario all'idea di svolgere il consiglio comunale alla fabbrica Gkn perché ritengo assurdo che le istituzioni avallino eventuali occupazioni e i risultati ci danno ragione. Il presidente Milani deve dirci chiaramente come mai ha fatto dietrofront: non vorrei pensare che l'onere di garantire la sicurezza degli ospiti e consiglieri in una fabbrica presidiata dagli occupanti abbia scoraggiato gli organizzatori. Noi vogliamo fare politica, non passerelle. Vogliamo occuparci dei lavoratori, non dei collettivi. Il Consiglio Comunale interrompa quanto prima queste ambiguità coinvolgendo tutti gli attori e non chi, con i lavoratori, forse non ha niente a che fare".

Il vicepresidente del Consiglio comunale e consigliere del gruppo Centro Emanuele Cocollini ha sostenuto il 'no' al Consiglio dentro la ex Gkn per più motivi tra cui "un'istituzione non può legittimare l'occupazione di una fabbrica con la sua presenza formale e non si può accettare che l'organizzazione materiale della seduta sia fatta in accordo con il collettivo di fabbrica e non con la proprietà".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web