Il dolore
Ex Gkn, blitz degli operai in consiglio comunale a Firenze – video
A Palazzo Vecchio irrompe il collettivo di fabbrica per rivendicare la reindustrializzazione e rassicurazioni sulla cassa integrazione
FIRENZE. “Stiamo qua e siamo disposti a starci a oltranza. La situazione si deve risolvere". Nuovo 'blitz' dei lavoratori dell'ex Gkn di Firenze che stavolta scelgono Palazzo Vecchio. Gli operai sono entrati nel salone dei Duecento mentre è in corso il Consiglio comunale. E da lì chiedono risposte: "Stiamo presidiando l'azienda da 16 mesi. Però la nostra controparte non può essere il territorio". Quindi "non facciamo iniziative per strada che diano più di tanto fastidio a chi come noi la usa per andare a lavorare". Detto questo "siamo affamati, ricattati e calunniati. Questo è il Comune, la casa di tutti e stiamo qua. Che dobbiamo fare?", spiega Dario Salvetti, componente della Rsu aziendale e del Collettivo di fabbrica. Sono entrati in silenzio, un blitz di protesta. L’ultima mobilitazione degli operai della ex Gkn dopo le parole dell’amministratore delegato di Qf, che detiene il 100% delle quote della vecchia società
Sul tavolo, quindi, "abbiamo una serie di richieste: la chiarezza societaria, quella di non tenere in ostaggio lo stabilimento, ma di metterlo a disposizione dei piani industriali lanciando la governance pubblica. Il due e tre novembre ci sono state due trattative che l'azienda, di fatto, ha mandato per l'ennesima volta a vuoto salvo poi iniziare a straparlare sui giornali". Per questo "prima di tutto l'azienda deve ritirare le proprie calunnie sull'inagibilità dello stabilimento, perché far passare quelle bugie vuol dire mettere una croce nera sul sito industriale. Secondo, deve mettere a disposizione di una governance pubblica, del comitato di proposta e di verifica, tutti i dati necessari per fare una vera reindustrializzazione. Non ce l'hanno in mano? Va bene, ma allora lasciano almeno il diritto di proposta agli altri. Cosa che non stanno facendo".
"Non ce ne andiamo senza novità risolutive sulla vertenza. Ad oltranza qua. Questo presente finisce ora. Il nostro futuro comincia adesso". Lo spiegano gli operai dell'ex Gkn, che stanno presidiando i lavori del Consiglio comunale di Firenze. In questo momento alcuni rappresentati dei lavoratori sono a colloquio con l'assessore al Lavoro, Benedetta Albanese.
Attacca l'inno italiano e gli operai dell'ex Gkn non si alzano. Stessa cosa con quello europeo. Alcuni vigili che presiedono il salone dei Duecento, a Palazzo Vecchio, fanno cenno ai lavoratori di alzarsi. Ma nulla. Tanto che, quando si placano le note, interviene il presidente del Consiglio comunale di Firenze, Luca Milani, che rimbrotta un pubblico non atteso e deciso a restare in aula "ad oltranza", finché "non ci saranno novità risolutive" sulla vertenza. "In aula- dice- abbiamo delle regole, nel nostro regolamento abbiamo l'esecuzione degli inni, quello d'Italia e quello europeo". E' da questa premessa che scatta il richiamo: "Siete qui, partecipate, e questo ci fa piacere. Ma le regole che abbiamo le dobbiamo rispettare: una di queste è l'esecuzione degli inni a cui si sta in piedi. Forse non lo sapevate e ve lo comunichiamo per le prossime occasioni". Ci va ancora più duro il vicepresidente del Consiglio e consigliere del gruppo Centro, Emanuele Cocollini, che definisce l'episodio "grave e non tollerabile", perché "la vicepresidente Felleca, che presiedeva la seduta, ha ricordato l'obbligo regolamentare, e gli agenti della municipale hanno chiesto di alzarsi. Non si può far finta di niente di fronte a un gesto che non ha scusanti e mostra disprezzo verso l'inno di Mameli, simbolo dell'unità nazionale".
Attacca l'inno italiano e gli operai dell'ex Gkn non si alzano. Stessa cosa con quello europeo. Alcuni vigili che presiedono il salone dei Duecento, a Palazzo Vecchio, fanno cenno ai lavoratori di alzarsi. Ma nulla. Tanto che, quando si placano le note, interviene il presidente del Consiglio comunale di Firenze, Luca Milani, che rimbrotta un pubblico non atteso e deciso a restare in aula "ad oltranza", finché "non ci saranno novità risolutive" sulla vertenza.
"In aula - dice - abbiamo delle regole, nel nostro regolamento abbiamo l'esecuzione degli inni, quello d'Italia e quello europeo". E' da questa premessa che scatta il richiamo:
"Siete qui, partecipate, e questo ci fa piacere. Ma le regole che abbiamo le dobbiamo rispettare: una di queste è l'esecuzione degli inni a cui si sta in piedi. Forse non lo sapevate e ve lo comunichiamo per le prossime occasioni". Ci va ancora più duro il vicepresidente del Consiglio e consigliere del gruppo Centro, Emanuele Cocollini, che definisce l'episodio "grave e non tollerabile", perché "la vicepresidente Felleca, che presiedeva la seduta, ha ricordato l'obbligo regolamentare, e gli agenti della municipale hanno chiesto di alzarsi. Non si può far finta di niente di fronte a un gesto che non ha scusanti e mostra disprezzo verso l'inno di Mameli, simbolo dell'unità nazionale".
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