Sicurezza
Casini sceglie Renzi e lascia il Pd
Dopo la consigliera Felleca anche il sindaco di Bagno a Ripoli passa con Italia Viva: «Mi sento smarrito in un partito senza una visione univoca sui temi cruciali»
Bagno a Ripoli La lista di partenze dal Partito democratico con destinazione Italia viva si allunga con l’aggiunta di un nome illustre, quello del sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini. Un colpo da 90 che Matteo Renzi ha assestato al Pd a solo pochi giorni di distanza dal terremoto in Palazzo Vecchio dovuto alla scelta della consigliera Barbara Felleca di passare con Italia viva.
«Mi sento smarrito in un partito che non solo non esprime una visione univoca e definita su temi cruciali per il futuro del nostro Paese – motiva la sua scelta di campo il sindaco – ma lancia anzi temi spesso contraddittori. Dall’economia ai diritti civili. Dalle politiche del lavoro ai giovani. Dalle riforme istituzionali al ruolo che vogliamo avere in campo internazionale». Braccia spalancate ovviamente da parte di Italia viva per il nuovo arrivo. «Francesco è un amico, certo, ma è anche uno degli amministratori toscani più capaci. Ho apprezzato la straordinaria capacità con cui ha aperto le porte del suo comune al Viola Park», commenta Matteo Renzi. «Ho negli occhi le sue tante iniziative per creare posti di lavoro. Casini ha un grande consenso nella sua città ma ha soprattutto un grande futuro anche fuori da Bagno a Ripoli». Alla lista che in pochi giorni può contare già sui nomi di Felleca e Casini è probabile che nelle prossime settimane vadano ad aggiungersene anche altri. Renzi infatti avrebbe confidato ai suoi di essere solo all’inizio, senza escludere qualche cambio di casacca anche in Regione. «Certo. Quando se lo aspettano in Regione prende uno a Palazzo Vecchio – dicono i suoi – quando vogliono il secondo a Palazzo Vecchio va in provincia». Insomma più che una prova da velocista una maratona per logorare il partito. Mosse che alimentano all’interno dello stesso Pd un clima di sospetto. Ma, sempre stando agli ambienti più vicini a Renzi, il segretario di Italia viva non punterebbe allo strappo in Regione. «Sono l’unico a quel tavolo che vuole davvero la pace – avrebbe confidato ai suoi – Voglio che capiscano che siamo una coalizione e che mettano in fila qualche punto del programma». Il costante lavorio da parte di Italia viva rappresenta indubbiamente una spina nel fianco del Pd fiorentino e toscano, sempre più in affanno dopo le politiche. L’addio di Casini ai dem arriva oltretutto a soli due giorni dalla presentazione del libro-manifesto di Dario Nardella “La città universale”, trampolino di lancio del sindaco di Firenze verso la scalata alla segreteria nazionale.
Intanto le cronache di questi giorni raccontano di un Nardella particolarmente attivo e di incontri avvenuti col presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini in cui nessuno dei due avrebbe mostrato la disponibilità a fare passi indietro nella corsa al Nazareno. Ma si fa anche largo l’ipotesi di un possibile interesse del sindaco di Firenze ad un ticket con la deputata Elly Schlein per il secondo turno.
Intanto il partito a livello regionale corre ai ripari, annunciando un documento programmatico per rafforzare l’alleanza di governo e blindare la coalizione anche in vista delle amministrative di primavera. «Occorre un nuovo patto, non solo tra le forze politiche, ma con i cittadini e le forze sociali e produttive – affermano dalla segreteria regionale – Su questo siamo disponibili a impegnarci. Il chiarimento con Italia viva in Regione non può prescindere dalle prossime elezioni amministrative. A partire dai capoluoghi al voto, troviamo naturale che un’alleanza programmatica regionale debba essere accompagnata da un confronto programmatico nei comuni al voto».
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