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Firenze

Pd, i circoli “rossi” contro Bonafè «Si dimetta». E sfiduciano Nardella

di Valentina Tisi
Pd, i circoli “rossi” contro Bonafè «Si dimetta». E sfiduciano Nardella

Duro attacco da piazza de’ Ciompi all’Isolotto al gruppo dirigente

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EMPOLI. Dimissioni, dal livello nazionale fino al locale, una richiesta che riguarda anche la segretaria regionale del Pd Simona Bonafè di cui è stato chiesto esplicitamente un passo indietro. Dopo la sconfitta elettorale il Circolo Pd Europa, che fra i suoi iscritti più influenti annovera l’ex governatore Enrico Rossi, non ci pensa minimamente a mettere la polvere sotto al tappeto, d’altra parte il risultato del voto del 25 settembre parla chiaro e se il partito non vuole rischiare di perdere anche Firenze deve correre ai ripari.

Così durante l’assemblea che si è svolta il 7 novembre il circolo Pd Europa e il circolo Pd Balducci-Isolotto hanno deliberato all’unanimità la proposta di un congresso costituente vero, che parta dalle dimissioni di tutto il gruppo dirigente a tutti i livelli. Insomma, le casematte della galassia dem più “rossa” chiedono una sorta di rottamazione.

«Il Pd ritrovi il suo ruolo nella storia di questo Paese e della sinistra». Perché i numeri parlano chiaro e durante l’assemblea vengono messi nero su bianco; se a livello nazionale il Pd è sceso dai 12.095.306 voti del 2008 ai 5.355.086 del 2022, a livello regionale si è passati da 1.110.624 a 490.529 voti, dal 46,8% al 26,1%. E neanche Firenze sta meglio, come dimostra la discesa dai 113.556 voti delle politiche del 2008 ai 55.461 di quelle di quest’anno. Da qui la richiesta di un azzeramento della classe dirigente. Dalla segretaria Bonafè fino al capogruppo in Regione Vincenzo Ceccarelli: «Non sono più tollerabili doppi ruoli, per questo si chiede alla segretaria di dare l’esempio e dimettersi in quanto anche vicecapogruppo alla Camera. E che sia dimissionario insieme a lei l’intero gruppo dirigente regionale, responsabile dell’ennesima storica sconfitta della sinistra in Toscana. Liberate il partito dai vostri destini personali». I due circoli sono espressione della sinistra dem, ma fra i 180 iscritti al ci sono anche delusi rientrati da ArticoloUno e dalla sinistra radicale. Una botta per il Pd che dopo l’uscita di Felleca, passata con Italia Viva, fa i conti con il panico da fughe verso Renzi anche in consiglio regionale. Ieri s’è scatenata la caccia ai fuggitivi, nel mirino sono finiti i marcucciani Mario Puppa e Valentina Mercanti, ma entrambi hanno smentito.

«Abbiamo un dovere davanti al Paese di offrire un’alternativa a questa destra reazionaria e disumana». Una destra che rischia di dilagare anche a Firenze, città che, come qualcuno ha suggerito durante la serata, più che “universale” è diventata “città diseguale”. Una stoccata a Dario Nardella e al libro “La città universale” che domenica presentterà al Tuscany Hall e oggi alla stampa estera a Roma. Libro con cui il sindaco pare aver concepito come un manifesto della sua corsa al dopo-Letta. «Anche il risultato a Firenze è stato pessimo – evidenzia infatti il segretario del circolo Samuele Mori – Ci vuole più attenzione alla città». E sul tema della guida del partito aggiunge «Il circolo non crede nel partito dei sindaci e degli amministratori. Questo non vuol dire che una volta finito il mandato non possano avere ruoli». Insomma, la sinistra dem non lo vede al Nazareno. Da dove ripartire però per ricostruire quel Pd? Una rotta prova a indicarla l’assessore Andrea Giorgio, che ha colto l’occasione per ricordare l’esperienza del Social forum, «un’esperienza che conteneva già in sé 20 anni fa tutti quei temi che adesso sono più che mai attuali per l’agenda della sinistra».
 

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