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Scudo verde Cna contro il Comune. «Non sia un obolo per fare cassa»

Scudo verde Cna contro il Comune. «Non sia un obolo per fare cassa»

Cioni: i pendolari della Città metropolitana siano equiparati ai residenti. Palazzo Vecchio: nessun ritardo sul piano, ci sarà un confronto con tutti

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FIRENZE. Scudo verde, Cna va all’attacco e chiede a Palazzo Vecchio di considerare il piano una «questione metropolitana», di non penalizzare i pendolari ma anzi di equipararli ai residenti, perché «senza di loro la città andrebbe in tilt». Non solo. Il presidente di Cna della Città metropolitana Giacomo Cioni chiede a Dario Nardella «un confronto immediato», dice no all«ipotesi di un obolo» per l’accesso in città richiesto ai mezzi dei non residenti e stigmatizza i «ritardi nella realizzazione di opere e servizi indispensabili per un utile funzionamento dello scudo». Di più. Giudica «irritante l’esclusione dai divieti del parco auto inquinante del pubblico». Insomma, un j’accuse diretto al piano con cui Palazzo Vecchio pensa di rendere più green Firenze, la quale dopo essersi ritrovata in cima alla classifica sulla qualità della vita stilata da Italia Oggi e La Sapienza di Roma, sconta una discesa nella classifica delle città più sostenibili stilata dal Sole24ore e Legambiente, slittando al 43esimo posto.

«Che il traffico in città vada ridotto è ormai un dato di fatto accettato e più o meno condiviso dalla maggior parte delle imprese e cittadini – precisa Cioni – Il problema è che, allo stato attuale, siamo già in ritardo con la predisposizione di tutte le opere ed i servizi accessori, ad oggi mancanti, ma strettamente necessari ad un utile funzionamento dello scudo».

«I lavori per la realizzazione delle porte telematiche dello Scudo verde inizieranno a breve per terminare entro primavera. Ma la disciplina che regolerà gli ingressi sarà il frutto di un confronto con i vari soggetti coinvolti, a partire dai sindaci dei comuni della Città Metropolitana dai rappresentanti delle categorie economiche. Quindi nessun ritardo, ma soltanto un lavoro in progress», dicono gli assessori ai trasporti e all’ambiente Stefano Giorgetti e Andrea Giorgio. Confermo la realizzazione dell'infrastruttura, ovvero le 81 porte telematiche ai confini del centro abitato di Firenze, entro la prossima primavera», aggiunge Giorgetti.

Ma Cioni chiede più colonnine per le ricariche delle auto elettriche e un trasporto pubblico potenziato. Non solo. Cna invoca veri parcheggi scambiatori, «non dei semplici piazzali, ma un vero e proprio anello di hub intorno alla città in cui si possa passare da mezzi termici a mezzi elettrici. Si tratta di una conditio sine qua non per il trasporto merci, su cui non si può transigere» spiega, perché «senza tutto questo lo scudo verde si trasforma in un divieto inutile e nell’ennesimo escamotage per fare cassa». Divieti che non valgono per tante categorie del pubblico dotate di mezzi inquinanti: «È la vecchia storia dell’armiamoci e partite, intollerabile». l

Cna opoi si fa interprete dei dubbi e delle critiche arrivate dai sindaci della Città metropolitana: «Lo Scudo verde è una questione metropolitana, non strettamente fiorentina. Turisti a parte, la città è animata quotidianamente da un flusso pendolare di studenti, lavoratori dipendenti ed imprenditori che con le loro attività sostengono l’economia di Firenze, direttamente, con la loro spesa, e indirettamente grazie ai servizi prestati, senza i quali la città si troverebbe in serie difficoltà, dal rifornimento di merci alle manutenzioni varie. Considerarli un corpo estraneo alla città è visione miope, oltre che ingiusta. Vanno invece equiparati ai residenti».
 

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