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La vertenza

Fumata nera per la Gkn: ora è a rischio il piano di reindustrializzazione

di Martina Trivigno

	Un momento della protesta dei lavoratori ex Gkn
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Un momento della protesta dei lavoratori ex Gkn

Al ministero Qf arriva senza il piano per la nuova fabbrica. Crepa con Roma: Urso dice no alla Regione come consulente

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FIRENZE. Una fumata nera che preoccupa, mentre diventa sempre più concreto il rischio che il piano di reindustrializzazione naufraghi. Il futuro dell’ex Gkn di Campi Bisenzio, ora Qf, è appeso a un filo, imprigionato in una impasse che non sembra trovare soluzione. Neppure dopo gli ultimi due giorni, con l’incontro-fiume (durato 12 ore) di mercoledì nello stabilimento e un nuovo tavolo, ieri, al ministero dello Sviluppo economico. Che, all’azienda guidata da Francesco Borgomeo, ha fatti due proposte, poi respinte: nominare una nuova governance, in discontinuità con l’attuale, e individuare un nuovo advisor (chi fornisce consulenze nel settore economico e finanziario, ndr) . Su quest’ultimo aspetto, proprio la Regione Toscana si era fatta avanti per offrire un servizio di consulenza, ma il ministero ha detto no senza mezzi termini, chiedendo un soggetto terzo che non fosse "politico". «Qf ancora una volta non ha messo sul tavolo il piano industriale», sostengono i sindacati e la Regione Toscana. Un bel problema, dal momento che la sua assenza impedisce al momento il possibile intervento di Invitalia e non consente il confronto necessario per la cassa integrazione straordinaria. A questo quadro, già molto complesso, si aggiunge anche il fatto che Qf sia uscita da Iris Lab, il consorzio di imprese dedicato all’industria 5.0. «L’occupazione della fabbrica rischia di vanificare il tentativo di continuità industriale di Campi Bisenzio», è la risposta di Qf, l’azienda guidata da Francesco Borgomeo che ha acquisito il 100 per cento delle quote della Gkn Driveline. Ma neppure il tavolo di ieri al ministero è riuscito a trovare una soluzione per garantire il rilancio e la salvaguardia dell’occupazione dei lavoratori del sito: nessuna traccia del piano di reindustrializzazione che l’azienda avrebbe dovuto presentare per far ripartire il sito toscano a seguito dell’accordo sottoscritto con i sindacati a gennaio. «L’E-Drive è un progetto di straordinaria prospettiva, noi continuiamo a sperare di poterlo realizzare a Firenze - fa sapere Qf - . Abbiamo urgenza di partire con le attività propedeutiche al progetto e quindi serve la piena agibilità dello stabilimento. Dietro la foglia di fico dell’assemblea permanente però si nasconde una vera e propria occupazione della fabbrica che rischia di vanificare il tentativo di continuità industriale di Campi Bisenzio». Mentre i sindacati chiedono al ministero «di prendere atto che l’azienda è incapace di fare ciò che è previsto dall’accordo di gennaio, firmato da tutte le parti», sostengono che «il Mise e Invitalia devono intervenire, valutando ogni azione straordinaria, compresa l’entrata in equity. Occorre trovare una soluzione che passi anche per la messa a disposizione a Qf di progetti pubblici o privati che possono arrivare anche dalla Regione Toscana, che su questo deve svolgere un ruolo».Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali, sostiene che «l’azienda si deve mettere realmente a disposizione di un progetto collettivo, con la regia delle istituzioni, anche relativamente a un’attività di advisoring di supporto e scouting finalizzata all’individuazione di ulteriori possibili investitori». E i lavoratori ex Gkn insorgono: «Dopo dodici ore di ulteriore presa in giro, una proprietà inesistente, non tolleriamo oltre. In Gkn è iniziata la protesta del "rottame". Tutto sarà rivelato, fatto vedere, reso chiaro. Lo scandalo industriale del secolo, la delocalizzazione, i raggiri, le chiacchiere sul made in Italy». La battaglia continua.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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