Il Tirreno

Firenze

Lavoro e diritti

Camper Laika, dal premio di produzione ai contributi per i trasporti: raggiunta un’intesa modello

di Chiara Vignolini

	Il sito produttivo dell’azienda Laika Caravans di San Casciano in Val di Pesa
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Il sito produttivo dell’azienda Laika Caravans di San Casciano in Val di Pesa

Firenze, la camperistica si conferma un settore in crescita. L’azienda stabilizza 185 operai ma mancano le materie prime

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SAN CASCIANO. Quello della camperistica è un settore in crescita, dove le richieste aumentano sempre di più. E, di conseguenza, lievitano i posti di lavoro. Tutto questo, però, rischia di essere frenato dalla carenza di materie prime, dovuta alla situazione geopolitica che stiamo vivendo. Mancano all’appello soprattutto microchip e semiconduttori, fondamentali per l’assemblaggio del prodotto finale. Un camper, infatti, è composto da circa seimila-ottomila pezzi. Le cosiddette materie prime, che provengono dall’esterno, il lavoratore dovrà semplicemente assemblarle nello stabilimento. Con la mancanza di questi pezzi alcuni operatori non sono più indispensabili, e vengono ricontattati soltanto quando arriva il materiale. In Toscana, attraverso un confronto tra i dati di luglio e quelli dello stesso periodo dell’anno precedente, il settore ha perso il 10 per cento di occupazione che corrisponde a circa 255 posti di lavoro in meno. Di questi, solo 185 hanno il diritto di priorità di richiamo e di stabilizzazione in base a diversi fattori quali anzianità e competenze. «Il paradosso è che nel settore camperistico c’è molto lavoro ostacolato dal tema dell’approvvigionamento delle materie prime.

Una situazione di cui soffriamo da circa un anno e mezzo nei vari siti della Toscana, dalla Valdelsa fino al Chianti Fiorentino, quello che registriamo in queste sedi è un aumento delle casse integrazioni che vanno da un periodo settimanale a un periodo mensile. Ci sono stati rallentamenti, sono stati fermati contratti a termine perché le aziende hanno difficoltà a trasformare il prodotto in prodotto finale - spiega Giuseppe Cesarano, segretario generale Fim Cisl e responsabile del settore camper Toscana - . Per esempio, Laika ha rallentato molto la produzione perché mancano professionalità dovute alla carenza delle materie prime. Sono 185 i contratti in attesa e seguiranno tutti dei criteri di precedenza e di anzianità in modo da permettere loro di riprendere il proprio posto di lavoro fino ad arrivare alla stabilizzazione».La cassa integrazione è un’altra importante questione sulla quale i sindacati vogliono porre l’attenzione: da agosto 2021 ad agosto 2022 nelle aziende toscane la media è stata di 15 settimane di cassa integrazione. In questo contesto, spicca la vicenda della Laika, azienda produttrice di camper fondata nel 1964 da Giovanbattista Moscardini con sede a San Casciano in Val di Pesa e che, dal 2000, fa parte dell’Erwin Hymer Group, con la stabilizzazione di 185 lavoratori da ora a luglio 2025, frutto del principale accordo tra l’azienda e Fiom Cigl e Fim Cisl.

Premio di produzione, raddoppio dell’indennità di maggiorazioni di turno, aumento del diritto al part time, congedi parentali e contributo per l’uso dei mezzi di trasporto pubblici sono solo alcuni degli elementi fondamentali. Ma non finisce qui: le parti hanno anche siglato il nuovo accordo integrativo (approvato dalle assemblee dei lavoratori) che prevede per tutti i circa 700 addetti più diritti, tutele e salario, oltre a interventi anti crisi. «Quello che chiediamo alla Regione è di fare un punto sul settore camperistico, coinvolgendo anche l’associazione produttori camper - conclude Iuri Campofiloni, responsabile camperistica Fiom Cgil Toscana - . Sono grandi risultati quelli che abbiamo raggiunto con l’accordo con l’azienda Laika, abbiamo tutelato i lavoratori e lo sviluppo però poi ci sono delle risposte che noi non possiamo dare. Il nostro limite è quello di contrattare in azienda e quindi abbiamo una necessità di un piano di verifica con le istituzioni a noi più vicine. È importante fare un punto della situazione su cosa si fa nella peggiore delle ipotesi perché nella migliore, come sindacato, l’abbiamo già fatto trovando la contrattazione».

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