La manifestazione
Firenze torna sold out. E in centro non si cammina
Complice il bel tempo e il ponte la città si è riempita come ai vecchi tempi. Tanti stranieri ma anche italiani che un po’ si lamentano: «Siamo in troppi»
FIRENZE. Trolley che scendono dalla tramvia arrivata dall’aeroporto, caricati sui taxi fermi in fila alla stazione di Santa Maria Novella e poi quelli che arrancano lungo le vie del centro, tra le strade affollate. Sì, i turisti sono tornati a Firenze e questo caldo ponte di fine ottobre è lo specchio di una città sold out. Strade in cui si cammina a fatica, tra sgomitate e l’inevitabile slalom tra bagagli e visitatori immobili in contemplazione delle cartine. L’arrivo a piazza Duomo poi è salutato da cellulari alzati per immortalare Santa Maria del Fiore e aste da selfie. «Veniamo da Benevento e abbiamo approfittato del ponte – dice una famiglia in gita – Non abbiamo potuto visitare gli Uffizi perché con i bambini piccoli è un problema, ma Firenze è sempre bellissima». Con i turisti sono tornate anche le code, il serpentone che gira tutto attorno al Duomo è sicuramente il primo segnale, aiutato anche dalla chiusura del lunedì dei musei statali che ha contribuito a spingere i visitatori verso questa meta. Ma le code sono diffuse, a essere presi di mira non sono solo i grandi capolavori dell’arte, ma anche bar e ristoranti. «C’è veramente troppa fila ovunque – sottolineano infatti due ragazzi provenienti dalla provincia di Bergamo – Si fa la coda per mangiare e anche nei musei c’è talmente tanta gente che si rischia di fare a spallate».
Le file sono state protagoniste di queste giornate anche sul versante dei trasporti come evidenzia Azione Ncc sollevando la protesta.
«Nel bel mezzo del ponte di Ognissanti, lunghe code di turisti ad aspettare taxi che non arrivano. Il Comune ha proposto licenze temporanee per arginare il problema, ma sarebbe una non soluzione. Il punto è che i taxi mancano perché fanno tutto meno che il servizio taxi. Siamo nel mezzo di un ponte molto importante per il turismo. La gente ha voglia di viaggiare e si vede. Ma se i problemi non vengono risolti i turisti si stuferanno presto di dover aspettare ore per salire a bordo di un mezzo».
L’estate prolungata intanto ha portato anche una boccata d’ossigeno per chi lavora in centro, ristoratori e proprietari di attività sono tornati a lavorare a pieno ritmo. «Tutta la stagione è andata bene – dice Nicola Curatolo del ristorante Le botteghe di Donatello – Ci sono molti europei, soprattutto svizzeri, e sono tornati gli americani. Questo fine settimana poi sono arrivati tantissimi italiani. Solitamente i nostri clienti sono per l’80% stranieri, in questi giorni invece gli italiani sono stati di più e la particolarità è che, mentre di solito si accontentano di un pezzo di pizza o un panino al volo, adesso molti si mettono a tavola».
«Sta andando bene – fa eco anche Rosaria Mezzi, dietro al bancone del Bar H9 – Ci sono tante persone e poi con un ottobre così…».
Firenze insomma continua a incantare .
«Le città d’arte attirano sempre – commentano dal panificio Canapa Ivana Bruschi e la nipote Giulia Dini – Era pieno di turisti anche ad agosto nonostante il caldo che c’era».
Non solo bar e ristoranti beneficiano dell’ondata di visitatori, le temperature tipiche di giugno spingono anche le gelaterie.
«È proprio un anno anomalo, c’è tantissima gente – afferma Enzo Pentasuglia del Caffè Martelli – e il tempo in questo ci sta aiutando».
I numeri sono proprio quelli di prima che il mondo venisse sconvolto dalla pandemia.
«È una stagione da pre covid – dice Alessio Spaziani, titolare del Caffè Astra al Duomo – Sono tornati in massa gli stranieri, soprattutto gli americani ma anche gli arabi».
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