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Piazza San Felice, addio Farmacia: «La rendita ha vinto sulla storia»
Aperta nel 1805 dall’ultimo speziale del Granduca era sotto sfratto da 2 anni
FIRENZE. Più di due secoli di storia cancellati dalla rendita. Aperta nel 1805 da Gasparo Puliti, l’ultimo speziale del Granducato di Toscana, ieri la Farmacia Pitti ha chiuso definitivamente i battenti. Sfrattato dalla proprietà del fondo, la Palazzo San Felice srl, Piero Pacenti, il titolare, alle 13 ha tirato giù, per l’ultima volta, il bandone dell’attività. Un dolore grandissimo per il farmacista che le ha provate tutte pur di trovare un accordo, e un boccone indigesto per i tanti residenti di Santo Spirito che perdono un presidio sociale storico che durante la pandemia ha rappresentato un punto di riferimento per il quartiere. A nulla, quindi, sono serviti gli appelli del rione, così come le manifestazioni di sostegno e quella petizione che in città ha raccolto più di 2.000 firme. Ma la chiusura della farmacia, bisogna dirlo, è una sconfitta anche per l’amministrazione comunale che si era impegnata per la sua salvezza, apponendo dei vincoli sulla destinazione d’uso. Tutto inutile. Perché la Palazzo San Felice non ha voluto sentire ragioni, nonostante uno dei soci avesse promesso durante un Consiglio di quartiere aperto che mai si sarebbe arrivati a questo punto.«Ci sentiamo presi in giro, e per questo abbiamo deciso di dare vita a una mobilitazione - affermano dal Comitato per la tutela di piazza San Felice - Ora attendiamo di capire come verranno utilizzati quegli spazi dove ci sono ancora attrezzature e mobili sotto tutela e che la soprintendenza ha catalogato».Piero Pacenti, che per ora non ha nessuna voglia di parlare, si sposterà un po’ più in là, in via Romana, dal 2 novembre. E proprio quel giorno alcuni residenti terranno un presidio per contestare la società che ha acquistato il palazzo, al cui piano terra c’era la farmacia, trasformato nell’ennesimo resort di lusso dell’Oltrarno.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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