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Peretola, più corta e un po’ inclinata: arriva la pista "sostenibile", ma addio parco della Piana. Il confronto fra la vecchia a 2400 e la nuova a 2200 metri

Peretola, più corta e un po’ inclinata: arriva la pista "sostenibile", ma addio parco della Piana. Il confronto fra la vecchia a 2400 e la nuova a 2200 metri

Ecco come sarà il tracciato secondo l’ultima revisione confrontato con quello originario a 2400 metri. Il tracciato della declinata convergente è da 2200 metri e impedirà ulteriori allungamenti.

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Firenze E va bene, non ci sarà il polmone verde di Castello, ma non c’è dubbio: la pista-Giani o convergente declinata o 11/29, come i progettisti definiscono la retta di decollo e atterraggio che dovrebbe cambiare i destini di Peretola di qui al 2026 è la più green che si potesse immaginare. Quella che garantisce il minor impatto acustico, il numero più basso di emissioni, il minor danno ambientale e alla tenuta idrogeologica della Piana. Tutto scritto nel Project review consegnato da Toscana Aeroporti a Enac e al ministero dei Trasporti e appena reso pubblico e disponibile online per consentire ai cittadini e comitati di muovere critiche e osservazioni nel percorso di partecipazione.

Ma andiamo con ordine. Finalmente, dopo mesi di anteprime e rivelazioni, c’è un documento che spiega come è stata costruita l’ultima alternativa (3B) alla pista lunga a 2400 metri (3A), e cioè come sarà la pista accorciata e detta «declinata convergente». Non più dunque parallela alla A11 come la 12/30 (3A), ma lievemente inclinata, giusto un colpetto di goniometro, quanto basta per imporre l’accorciamento a 2200 metri e soprattutto un orientamento del tracciato che impedirà sviluppi successivi e allungamenti. Sembra un’inezia, ma era lo spettro dei pisani, che hanno sempre temuto di poter perdere in futuro la classificazione di principale aeroporto toscano. In realtà è appena stato il nuovo piano Enac a individuare Firenze come scalo di rilevanza strategica e ad escludere Pisa dal ruolo, ritenendo che Pisa, cinturato dall’Aeronautica, impossibile da ampliare, mentre uno «sviluppo sostenibile» sia prevedibile a Firenze. Quasi una beffa. L’ultima modifica apportata al progetto è l’ultima possibile. «Tale rotazione - scrive il team dell’ingegner Lorenzo Tenerani - risulta la massima tecnicamente ottenibile, considerando il rispetto dei seguenti vincoli: compatibilità fra la nuova pista e le opere idrauliche esistenti, compatibilità della nuova pista con gli ostacoli presenti (es la discarica di Case Passerini) e i diritti pregressi del piano urbanistico di Castello».

I vantaggi anche rispetto alla pista a 2400? «Migliorano le condizioni di aree urbane densamente popolate, minore occupazione della Piana, minore interferenza con aree ecologiche protette della Rete Natura 2000». Sono proprio i punteggi sugli impatti ambientali e inquinanti a rendere la "pista-Giani" quella più green. La 11/29 ha il punteggio più alto sulle emissioni inquinanti (9 contro 6), sull’inquinamento acustico (13 contro 10,5), prevede meno scavi (8,5 contro 3,5) e meno consumo di suolo ( 6,5 contro 1,5), tanto che non sarà più necessario prevedere lo spostamento del Fosso Reale, ma verrà creato un sottopasso che dal Polo scientifico si raccorderà alla viabilità dello svincolo autostradale. Resteranno 43 gli ettari di aree impermeabili e non 65 come nell’ipotesi della pista lunga.

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