Sicurezza
Nove milioni per il Progetto Castle della professoressa Roberta Sessoli
Il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino ancora in evidenza per la ricerca
CAMPI. Il Polo scientifico di Sesto Fiorentino come sede di eccellenze nella ricerca. E’ qui che è nato il “Progetto Castle” il cui obiettivo è realizzare nuove tecnologie quantistiche basate su molecole magnetiche. Il progetto è stato premiato con un Synergy Grant dello European research council (Erc) e con un finanziamento totale di quasi 9 milioni di euro. La ricerca vedrà impegnata una rete internazionale di ricercatori che ha come principal investigator Roberta Sessoli, dell'Università di Firenze, e Stefano Carretta, dell'Università di Parma, assieme ai colleghi Michael R. Wasielewski, della Northwestern University di Illinois, e Robert Bittl, della Freie Universitaet di Berlino. Combinando fisica e chimica, il progetto Castle si propone di capire e sfruttare un fenomeno ancora non compreso: il fatto che il passaggio di elettroni attraverso molecole chirali, cioè non sovrapponibili alla loro immagine allo specchio (come le mani), seleziona l'orientazione del loro spin. «Il progetto è estremamente ambizioso ma ad elevato rischio perché esplora concetti completamente nuovi – commenta Roberta Sessoli, docente dell'Ateneo fiorentino - Si tratta di scienza fondamentale ma con grandi potenzialità di ampliare le nostre capacità di controllare una grandezza, lo spin, che è alla base di moltissime proprietà, come l'efficienza delle celle fotovoltaiche, il rendimento delle luci Led, o l'efficacia e selettività di un catalizzatore, per fare alcuni esempi». In questi ultimi anni la scienza ha affascinato sempre più giovani e donne. «Si sta colmando la differenza che c’era in passato e molte donne scelgono le materie scientifiche», spiega Sessoli che è riuscita pienamente a bilanciare l’attività lavorativa impegnativa con la famiglia. Sposata ha tre figli. Come è nata la passione per la chimica? «Vorrei sfatare il mito dei fanatici della chimica – dice Sessoli – La chimica ha una creatività maggiore della fisica. I fisici osservano, ma i chimici modificano e ha quel piccante in più rispetto ad altre materie. Alle superiori non ho avevo passione per la chimica, ho scoperto questa materia all’Università».
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