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Firenze

Il caso

Valanga di querele, una ogni settimana, al falso broker: «Si faceva dare denaro promettendo guadagni stellari»

di Matteo Leoni
Valanga di querele, una ogni settimana, al falso broker: «Si faceva dare denaro promettendo guadagni stellari»

Oltre sessanta le vittime che hanno denunciato: l’ultima ieri mattina

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FIRENZE. Non accenna a fermarsi il fiume di denunce a carico di Ronald Eufracia, ventottenne fiorentino originario di Santo Domingo, ceo e titolare del gruppo Taurus, che sarebbe riuscito a raggirare decine di persone, anche della Firenze bene, vantando competenze in materia finanziaria e promettendo guadagni stellari. Al momento negli uffici della procura ne sono arrivate oltre sessanta. Complessivamente le querele ammontano a oltre un milione di euro. In media sulla scrivania della pm Ester Nocera, titolare dell’inchiesta, arriva almeno una nuova querela a settimana. L’ultima proprio ieri mattina. E il numero potrebbe essere destinato a salire ancora. Il milione di euro di danni denunciati finora infatti è una cifra che resta molto al di sotto di quella che il falso broker si sarebbe effettivamente intascato: secondo le fiamme gialle il giro di affari costruito dal presunto esperto di finanza sarebbe stato molto più vasto, circa 3,5 milioni di euro.

Il ventottenne prometteva guadagni facili vantando un’esperienza nel trading online. Invece, secondo la guardia di finanza, quella che aveva architettato altro non era che una grande truffa basata sul cosiddetto “schema Ponzi”. Al potenziale cliente viene promesso un investimento con rendimenti superiori ai tassi di mercato. Spesso, per non fargli sospettare nulla, dopo poco tempo gli viene restituita parte della somma investita, facendogli credere che i soldi siano il primo risultato dell’investimento. Ma il denaro, invece di essere stato investito, viene incassato dal truffatore. Intanto però la voce si sparge, e arrivano altri clienti, attratti dalla possibilità di fare ricavi. Il meccanismo però è destinato a una fine naturale, quando le richieste di rimborso dei vecchi clienti superano gli investimenti dei nuovi. A questo punto il falso broker non ha più denaro da elargire e allora non gli resta altro da fare che svanire nel nulla. Proprio quello che avrebbe fatto Ronald Eufracia. È sparito, insieme ai soldi.

Nelle scorse settimane il gip ha disposto, su richiesta della procura fiorentina, un sequestro da 650.000 euro, ma i soldi non sarebbero stati trovati. Le fiamme gialle sarebbero riuscite a recuperare solo una cifra esigua, delle polizze assicurative che però coprirebbero un valore molto più basso di quello stabilito dal provvedimento.

Intanto le denunce continuano a crescere. Ma potrebbero essere molti quelli che non faranno querela. Tra le vittime infatti ci sarebbero molte persone che magari avevano affidato al presunto broker delle piccole cifre, intorno ai mille euro, e che hanno deciso di non rivolgersi alla polizia giudiziaria, giudicando non conveniente affrontare le spese legali per ottenere un risarcimento. Ma anche loro sono vittime del presunto esperto di trading online, che aveva messo in piedi un modello commerciale fraudolento, che ha lo scopo di coinvolgere continuamente investitori per accumulare un capitale che non genera alcun tipo di profitto. Salvo poi finire dritto nella tasche del falso broker.


 

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