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Mafia, la lezione di Federica Angeli a 180 studenti fiorentini: “Non vi fate tappare la bocca”
La giornalista di Repubblica finita sotto scorta dopo le sue inchieste parla ai ragazzi riuniti in Palazzo Vecchio di legalità e coraggio
FIRENZE. A Federica ogni tanto si strozza la voce in gola, sorride e si commuove, e può sembrare strano che capiti a una come lei. Una tosta, che alla mafia ha tenuto testa, anche a costo di subire minacce, ha sopportato quella più grave, quella contro i figli, il bene più prezioso. «Non vi fate chiudere la bocca, se siamo in tanti non possono farci niente. Abbattiamo il muro di silenzio». Sono centottanta i ragazzi provenienti dal Liceo Galileo, dal Michelangelo, dal Castelnuovo, dal Dante e dall’Educandato di S.S Annunziata presenti al convegno “Giovani e Legalità” che si è tenuto oggi, lunedì 24 ottobre, all’interno del Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Il tema, molto delicato ma importantissimo, è quello dell’antimafia volto alla sensibilizzazione dei più giovani e per far capire loro l’importanza della legalità con esempi provenienti dai racconti di Federica Angeli, giornalista di cronaca nera e giudiziaria nota per le inchieste condotte sulla mafia di Ostia, che per questo vive sotto scorta insieme ai suoi figli 2013.
L’incontro, organizzato dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia, ha visto la presenza dell’assessora Sara Funaro, del presidente della fondazione Cosimo Ceccuti, del viceprefetto Annalisa Olivi e del questore Maurizio Auriemma. «Bellissimo convegno della Fondazione Spadolini per lavorare con i nostri ragazzi e sensibilizzarli sul tema della legalità e dell’antimafia. Tante sono le iniziative, che, come amministrazione comunale, portiamo avanti perché su questi temi non bisogna mai abbassare la guardia, è importante tenere alta l’attenzione», spiega Sara Funaro, assessora educazione, welfare e immigrazione. Un incontro dove la giornalista Federica Angeli racconta i rischi del mestiere, spiega come rapportarsi con la criminalità, ricorda con dolore le scelte a cui si è trovata davanti e che ha dovuto prendere. Per sensibilizzare i ragazzi è necessario farli entrare all’interno della narrazione ed è quello che è avvenuto per le classi terze, quarte e quinte dei licei fiorentini. È infatti questa l’età più colpita dal fenomeno sempre più diffuso della criminalità giovanile dove spesso il tema della legalità non viene rispettato. «Io credo che questa violenza e questa rabbia sociale, diffusissima tra i giovani, sia l’anticamera per poter fare poi il passo falso e finire tra le grinfie di queste persone. Credo che la pandemia abbia contribuito a creare questo disagio che non ha garantito il confronto costante, quello che i giovani devono invece vivere, e quindi si sfogano attraverso atteggiamenti di rabbia e violenza. Queste iniziative sono importanti perché servono anche a far capire che comportamenti rabbiosi e violenti non portano da nessuna parte» spiega Angeli. Molte le domande, da parte degli studenti, a proposito dei racconti e degli episodi mafiosi a cui la giornalista di Repubblica ha dovuto assistere, tra cui anche minacce di morte verso i figli che l’hanno portata davanti a scelte difficili. L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, era proprio quello di far sentire protagonisti gli studenti, i giovani, per sensibilizzarli e far conoscere loro una faccia buia del nostro paese
. Le scuole stanno già lavorando in questo senso, come ci dicono le alunne di una quinta del liceo Castelnuovo: «La nostra professoressa ha inserito nel programma molti argomenti sul tema proprio per farci entrare in contatto con queste realtà. Spiegandoci cosa è la Strage di Capaci, chi sono Falcone e Borsellino. Questo incontro mi interessa particolarmente perché vorrei sapere di più sulla situazione attuale della mafia» spiega Gaia Rossi. La sua compagna di classe, Rebecca Vestrini, commenta così: «Penso che l’incontro di oggi sia interessante per scoprire di più sul tema dell’antimafia»
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